Studenti e ricercatori

Giovani informatizzati ma poco prudenti

di Federica Micardi


Giovani molto social ma poco prudenti. È quanto emerge da un'indagine svolta il oltre 20 università italiane su un migliaio di studenti che ha analizzato il livello di consapevolezza e percezione della sicurezza informatica da parte degli studenti universitari, con particolare attenzione al mondo dei dispositivi mobili.

Il primo elemento che un po' stupisce è scoprire che lo smartphone viene per prima cosa utilizzato per instant messaging (85%) attraverso whatsapp e Skype; il secondo utilizzo è andare online e solo il 25% lo usa per videogiochi o altre app.
È scarsissima la conoscenza dei rischi che si possono correre con determinati comportamenti. Un esempio: più del 40% non utilizza un PIN di protezione per il proprio dispositivo mobile, non effettua mai un log out appena finito di usare un'applicazione e usa lievi variazioni della stessa password per le diverse applicazioni, mentre quasi il 20% non effettua una cancellazione sicura dei dati nel caso in cui venda o presti il suo smartphone. Infine più del 60 per cento degli studenti si connette alle applicazioni (anche quelle non presenti negli store ufficiali) attraverso il log in di Facebook o di Google.
I risultati hanno corroborato molte idee che intuitivamente abbiamo sulle abitudini della prima generazione di "nativi digitali": i ventenni usano ampiamente strumenti mobile per la connessione alla rete, senza però avere conoscenze e competenze che permettano loro di essere sicuri.

La ricerca rappresenta la prima fase del progetto "Security of the Digital Natives", realizzata dal Tech and Law Center, centro interdisciplinare promosso da un gruppo di ricerca i cui componenti provengono dalle seguenti università: Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Milano – Bicocca, Università dell'Insubria e Politecnico di Milano, e dalla cattedra di Informatica Giuridica dell'Università di Milano-Bicocca. Gli esperti di Tech and Law Center, dopo l'analisi della ricerca, hanno individuato le tecniche e gli strumenti legali per ridurre, in futuro, i problemi connessi all'errata o non accorta adozione di misure di sicurezza sui dispositivi mobili. Il progetto nel suo complesso prevede anche una fase successiva di eventi formativi e informativi in alcune università italiane.

I dati saranno anticipati domani , nel corso del talk "La sicurezza informatica vista dai nativi digitali", in programma alle 18.45 presso lo Yellow Dome, ai giardini Indro Montanelli di Porta Venezia, nell'ambito del Wired NextFest, il festival dell'innovazione organizzato dal mensile Wired Italia. L'intera ricerca sarà invece presentati martedì 20 maggio 2014 alle ore 10 presso il Politecnico di Milano, Aula De Donato e Aula Rogers, Via Ampere 2.


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