Studenti e ricercatori

Università, il Times: Usa e Inghilterra al top. Italia fuori dalle prime 200

di Alberto Magnani

College in vetta. Europa in bilico. Il World University Rankings 2013-2014, firmato dal Times Higher Education, ribadisce la gerarchia tra istituti anglosassoni e "resto del mondo" nell'eccellenza accademica. I giganti nordamericani e britannici, da Harvard a Cambridge, monopolizzano ancora la primissima fascia della classifica. Europa e Asia inseguono, a due velocità: scendono i poli del Vecchio Continente, crescono quelli di Cina, Corea del Sud e Giappone. Male l'Italia: nessun istituto tra i primi 200.

Top ten anglo-americana. Cit, Oxford e Harvard sul podio
Stati Uniti e Gran Bretagna occupano più di metà delle 200 posizioni di testa. Da Washington a Londra sono - rispettivamente - 77 e 31 gli atenei classificati nella fascia più prestigiosa del ranking. Il "duopolio" sta tutto nella top 10, o meglio, top 11: otto istituti statunitensi e tre inglesi, per l'ex aequo alla seconda posizione.
Il California Institute of Technology si conferma primo ateneo al mondo, un gradino sopra i pari classificati Oxford e Harvard. Seguono Stanford (4°, giù di due posizioni dal 2012) il Massachusetts Institute of Technology (5°), Princeton (6°). Cambridge (7°), University of California, Berkeley (8°), University of Chicago (9°) e Imperial College of London (10°).

Male l'Europa, Asia in crescita. Università italiane fuori dalle prime 200
Meno bene l'Europa continentale. Il ranking evidenzia «segnali preoccupanti» tra gli istituti di Francia, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Svizzera e Austria. A dominare la "fetta Ue" dei 26 paesi rappresentati da almeno un ateneo nella top 200 sono i Paesi Bassi, con 12 università in graduatoria.
L'Italia? Non pervenuta. I nostri atenei, fuori dalle prime colonne della classifica, si aggiudicano solo 15 posizioni tra il 200° e il 400° gradino . In graduatoria compaiono, nell'ordine, le università di Trento, Milano-Bicocca, Trieste, Torno, Pavia, Bologna, Statale e Politecnico di Milano, Padova, Pisa, Salento e Sapienza di Roma.
In ascesa l'Asia. I dipartimenti orientali, da Pechino a Seul, rimbalzano tra le prime 50 posizioni. La University of Tokyo mantiene il primato continentale, confermandosi 23à nella graduatoria del Times. Fanno un salto in avanti la South Korea's Seoul National University, 44°, e cinese Tsinghua University: 50°.

I criteri: innovazione, didattica, citazioni, ricerca e outlook internazionale
Il ranking, stilato anno per anno con la consulenza di Thompson Reuters, esamina i primi 800 atenei su scala mondiale. Dal 2010 ad oggi, l'indagine ha registrato più di 60mila valutazioni e verificato qualcosa come 50 milioni di «citations», le citazioni che quantificano l'influenza di un dipartimento sulle pubblicazioni di settore.
I ricercatori del Times adottano (ufficialmente) 13 criteri d'analisi, ricompresi in cinque aree: grado di innovazione, qualità della didattica, numero di citazioni registrate in paper accademici, ricerca e outlook internazionale. La Reuteurs si occupa di analisi, confronto e «schedatura» dei dati economici e finanziari, approvando o correggendo i metri valutativi del ranking,


© RIPRODUZIONE RISERVATA