Studenti e ricercatori

L'università si paga con i prestiti d'onore

di Lucilla Incorvati

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Un figlio ingegnere può costare a una famiglia 1.432 euro l'anno alla Federico II di Napoli ma oltre il doppio alla Bicocca di Milano. Se il costo delle tasse universitarie varia in base al reddito (dai 500mila a salire) la forbice tra le fasce è molto diversa da regione a regione e può toccare differenze superiori ai 2.800 euro. Secondo uno studio di Federconsumatori gli studenti del nord pagano rette più alte del 13% rispetto alla media nazionale per la prima fascia e il 32% in più per la fascia più alta.

I costi per studiare variano molto da un ateneo all'altro

L'ateneo più caro è Parma con una media di 865 euro l'anno per la fascia più bassa, segue la Bicocca di Milano dove si arriva a 3.819 euro per un'iscrizione scientifica in quinta fascia. All'Alma Mater di Bologna la politica del diritto allo studio consente agli studenti sotto i 6mila euro reddituali di iscriversi a Lettere o a Ingegneria con solo 302 euro. Se i corsi di laurea più costosi sono quelli scientifici (medicina, farmacia, ingegneria e architettura), costi decisamente più alti sono previsti nelle Università private. Alla Cattolica per le sole lauree triennali a ciclo unico i contributi 2013 andavano da un minimo di 2.833 a un massimo di 7.544 euro mentre per i master da 2.500 a 16mila euro. Chi vuole acquisire quel saper fare nel design, della moda, della comunicazione visiva, frequentando lo Ied deve preventivare per i corsi triennali, sempre per fascia di reddito, un budget da 6mila ai 15mila euro a seconda della sede mentre per i corsi triennali post diploma di specializzazione e master (alcuni in lingua inglese), si raggiungono i 19mila euro. Alla Bocconi di Milano per i corsi triennali si spendono dai 4.991 a un massimo di 11.156 euro l'anno, per la laurea magistrale si sale a 12mila euro mentre i master universitari raggiungono i 14.500 euro. Insomma, costi non indifferenti per le famiglie che solo in rari casi possono beneficiare di borse di studio e agevolazioni.

La strada, finora poco battuta, del prestito d'onore

Per chi non ha queste possibilità una strada da percorrere è quella del prestito d'onore, soluzione ancora poco diffusa in Italia, se si confronta a quanto si verifica negli Stati Uniti dove esistono i prestiti federali per studenti che permettono di abbattere o sostenere la metà dei costi delle tasse universitarie (la tuition in media è di 21mila dollari l'anno che sale a 40mila nelle Università più blasonate come Yale e Harvard). I prestiti d'onore sono finanziamenti che le banche possono concedere, in collaborazione con i singoli atenei, a tassi agevolati e con un piano di rimborso dilazionato negli anni agli studenti per coprire i costi di un corso di laurea o di un master, indipendentemente dal reddito della famiglia. Prestiti da estinguere al termine degli studi con tempistiche variabili a seconda del reddito percepito. Uno strumento che non ha però riscosso particolare successo: nel 2012 sono stati concessi in media 660 prestiti l'anno, su una popolazione universitaria che secondo i dati del Miur ammonta a un milione e 800mila iscritti. In Bocconi dal 2002, anno di avvio dell'iniziativa, sono stati erogati 2.407 prestiti fra corsi di laurea triennali, bienni e master (78% agli italiani 78%, il 14% agli europei 14% e l'8% agli extra Ue) per un totale erogato di 33,6 milioni. Può accedere al prestito qualsiasi studente regolarmente iscritto al proprio corso e in regola con gli esami. L'università è garante nei confronti degli istituti di credito in misura diversa in base alla nazionalità degli studenti e alla banca erogante. In Cattolica invece dal 2004 l'Ateneo ha erogato oltre 1400 prestiti d'onore, per un totale di circa 7,1 milioni di euro, in convenzione con Intesa Sanpaolo (prestito Bridge). Il prestito d'onore si affianca al più conosciuto sistema di borse di studio, previste in tutti gli atenei ma più strutturato in quelli privati. Alla Cattolica su una popolazione di oltre 30mila studenti circa 3mila ragazzi meritevoli in condizioni economiche in difficoltà sono esonerati dal pagamento delle tasse e altri 6mila accedono ad altre agevolazioni. Anche allo Ied sono previste borse di studio e per i master ci sono dei contest per l'assegnazione di borse a copertura parziale della retta di frequenza attraverso il concorso "We like Talents". Molto ampio il programma in Bocconi: 1.400 borse di studio Isu assegnate sia per merito sia per reddito; circa altre 1400 borse Bocconi, variabili per esoneri e contributi vari, cui si aggiunge il programma "una scelta possibile" che consente a studenti meritevoli provenienti da contesti socio-economici disagiati di frequentare l'università con un' esenzione al 100% di tasse e contributi accademici, di alloggio e pasti gratuiti e di un contributo in denaro.


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