Studenti e ricercatori

Scuole di specializzazione: concorso a ottobre

di Marzio Bartoloni

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«Prima dell'estate bandiremo il concorso nazionale, per titoli e prove, per l'accesso alle scuole di specializzazione in medicina che si terrà intorno alla metà di ottobre». L'annuncio è del ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini, presentando
le sue linee programmatiche al Senato. Il bando sarà messo a punto anche tenendo conto dell'esigenza di semplificare le modalità di partecipazione per i futuri specializzandi.

Incontro con i giovani medici per rivedere il decreto della Carrozza

Il ministro Giannini ha fatto sapere che è stata indetta una riunione per giovedì in cui i
rappresentanti dei giovani medici potranno portare il loro contributo. La riunione sarà presieduta dal capo di gabinetto e sarà utile in vista della revisione di alcuni punti del decreto
già firmato dall'ex ministro Maria Chiara Carrozza. «D'intesa con il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, siamo anche impegnati- chiude Giannini- a trovare una soluzione per evitare l'inaccettabile crollo del numero di borse».E la ministra si è anche sbilanciata sulle modalità dei test. «Mi piacerebbe - ha sottolineato - che le prove mirassero a misurare principalmente le competenze e l'attitudine relative alla specializzazione futura».

Nel mirino anche il crollo del numero di borse

Nel corso del suo intervento al Senato, la ministra ha toccato lo spinoso tema delle risorse finanziarie a disposizione degli studenti, laureati e dottorandi. Un nodo centrale per gli specializzandi di Medicina. «Con il ministro Beatrice Lorenzin - ha spiegato Giannini - stiamo lavorando a una soluzione per evitare il crollo del numero di borse, attualmente intorno alle 3.300, e fare in modo che lo stanziamento soddisfi il fabbisogno». E sono previsti interventi anche per razionalizzare il calcolo del fabbisogno di camici bianchi: «Stiamo lavorando - ha spiegato la ministra - per definire una road map chiara con le Regioni per semplificare l'attuale procedura e assicurare in futuro una rilevazione realistica e puntuale del fabbisogno nazionale di medici. Perché non possiamo permetterci un medico di meno, ma non abbiamo nemmeno bisogno di un medico disoccupato. E sicuramente vogliamo continuare a formare, come fatto finora, coloro che vengono considerati tra i migliori medici in tutta Europa e oltre oceano».


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