Studenti e ricercatori

«Il reclutamento? responsabilità degli atenei»

di Marzio Bartoloni

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Il reclutamento dei docenti nelle università va «liberato» e deve tornare a essere «primaria responsabilità» dei singoli atenei. Appena sarà conclusa l'esperienza dell'abilitazione nazionale (la seconda tornata è ancora in corso) si farà «una riflessione». La promessa è del ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini che oggi in Senato, in commissione Istruzione, ha completato la sua audizione sulle «linee programmatiche» del suo dicastero con l'impegno anche a diffondere l'Erasmus. Come? «Ho iniziato a parlare con il sottosegretario Sandro Gozi, a un possibile Erasmus curriculare, ossia a fare in modo che i mesi di Erasmus entrino a pieno titolo nel curriculum di studi dei nostri studenti».

Il reclutamento dei docenti in capo agli atenei
Semplificare: questo il mantra del ministro Giannini che cita l'esempio dell'abilitazione scientifica nazionale partita nel 2012 su cui sono fioccati «centinaia» di ricorsi «con consegenute rallentamento dei meccanismi di assunzione mediante concorso». Fatto «grave» per il ministro visto che dal 2008 non vengono banditi concorsio per professori. Da qui l'impegno della Giannini a lavorare per la «liberazione» del reclutamento: «Deve tornare a essere primaria responsabilità dei singoli atenei, che ne rispondono in termini di efficienza economica e di efficacia degli insegnamenti: gli abilitati dovrebbero poter essere assunti con procedure snelle, simili a quelle della chiamata diretta, senza inutili complicazioni». Il restyling del reclutamento è però rimandato alla conclusione del primo e secondo ciclo dell'abilitazione scientifica nazionale, «tenendo presente che in essi sono riposte le speranze non solo di tanti futuri docenti universitari che da troppi anni aspettano di veder riconosciuti i loro meriti, ma anche di tanti studenti che chiedono un corpo docente rinnovato». «Allo stesso tempo, credo che successivamente, e alla luce proprio di come saranno andate queste due tornate - ha concluso il ministro - qualche riflessione sul sistema attuale sarà inevitabile farla».


Finanziamenti agli atenei almeno triennali
Il ministro è anche intervenuto sul finanziamento degli atenei finito negli ultimi anni sotto la scure dei tagli: «Lavorerò affinché la consistenza di qualunque finanziamento relativo al sistema universitario sia su base pluriennale, almeno triennale, per essere coerente con quanto previsto dalle norme vigenti, ma mai veramente applicate». Il ministro si è impegnato a far si che tutte la ripartizione delle risorse finanziarie e le operazioni di assunzione si concludano entro il 31 marzo dell'anno in corso. «Ed evitiamo - è l'esortazione del ministro - di complicarci la vita quando non serve: il decreto sulla ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario dovrà limitare i vincoli a poche voci che caratterizzeranno la politica d'indirizzo del ministero: giovani talenti e assunzioni straordinarie di contingenti di ricercatori; sostegno agli studenti disabili; dottorati di ricerca». «Il resto dovrà essere a disposizione degli organi dell'Ateneo, perché, lo ripeto - ha concluso Stefania Giannini - non esiste vera autonomia senza una reale capacità di programmazione».


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