Studenti e ricercatori

Prevalgono gli studenti "onnivori"

di Marzio Bartoloni

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Carta e digitale pari sono: parola degli studenti universitari. Che, quando devono studiare, cercano dappertutto tra i libri e sul web. Il discrimine casomai è tra chi studia per apprendere e chi studia per passare gli esami. I primi - in base ai dati dell'indagine presentata oggi a Roma dall'Associazione italiana editori (Aie) -, usano di tutto, non fanno distinzione tra carta e digitale. Quel che conta è il contenuto. I secondi, invece, tendono a semplificare, talvolta – pragmaticamente – anche loro senza distinguere tra carta e digitale, talvolta concentrandosi sul digitale come strumento ottimo per "il minimo sforzo"

Il digitale come "scorciatoia" per ridurre gli sforzi
La domanda se sia meglio studiare usando la carta o il digitale è fuorviante, perché per gli universitari l'una o l'altra sono elementi naturali di un paesaggio in cui sono cresciuti. Questo in sintesi il quadro che emerge da un'indagine, «Il futuro è nei libri che leggi. Editori e tecnologie per lo studio universitario», presentata oggi a Roma dall'Aie in collaborazione con Anvur, Cun e Crui. Se gli studenti sono però interessati a ridurre gli sforzi usano quel che è più funzionale. E se l'obiettivo da raggiungere è minimale, preferiscono strumenti digitali, perché concepiti come strumenti di semplificazione, non perchè sia meglio della carta. All'indagine hanno partecipato oltre due mila studenti tra i 18 e i 30 anni nell'ambito del concorso «È-book» all'interno del Maggio dei libri. Il campione, che ha partecipato all'indagine, è per il 57,4% di donne e circa la metà frequenta un corso di laurea triennale.

Le cinque categorie divise in base alle modalità di studio
Gli studenti monitorati dall'indagine risultano forti lettori, leggono in media un libro a mese, anche nelle forme nuove: il 54% ha letto almeno un e-book nell'anno precedente. Hanno tutti il computer e il 64% possiede lo smartphone; il 26,8% ha un tablet, l'89% usa Facebook, il 48% Google e il 45% Twitter. La ricerca identifica cinque categorie di studenti sulla base delle modalità prevalenti di studio. Gli "onnivori" sono quelli che usano tutto e sono la maggioranza (37% del campione); ci sono poi gli "esploratori", che usano meno le fonti più "pragmatiche", tipo appunti o slide. Questi, insieme agli onnivori, costituiscono il 50% del campione. Ci sono ancora i "tradizionalisti", che tendono ad usare poco le tecnologie, i "pragmatici", che usano un po' tutte le fonti che aiutino a superare gli esami ma non approfondiscono e, infine, i "minimalisti", unici ad usare meno i manuali, sostituiti da slide o fonti web del docente.


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