Studenti e ricercatori

Boom di domande per il bando sui giovani ricercatori

di Marzio Baroloni

C'è molta "fame" di ricerca tra i giovani cervelli italiani under 40. Che hanno risposto in massa all'ultimo bando che il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca gli ha riservato per favorire un po' di ricambio generazionale: alla scadenza dello scorso 13 marzo - termine ultimo previsto dal bando Sir («Scientific indipendence of young researchers») - sono arrivati ben 5.252 progetti per altrettante richieste di finanziamento. Una fame di risorse per fare ricerca che nella stragrande maggioranza dei casi non potrà essere soddisfatta: il budget a disposizione del bando è di 47 milioni. Se si considera che progetti di questo genere valgono fino a 500mila euro l'uno è probabile che solo qualche centinaio di domande arriverà alla fase finale incassando i finanziamenti. Il resto dei progetti resterà nei cassetti in attesa di un nuovo bando.
Il boom di proposte arrivate al Miur – almeno il 40% in più dei bandi simili degli anni passati – è da una parte un buon segnale perché testimonia la vitalità dei nostri giovani ricercatori, ma è anche un campanello di allarme sulle risorse con il contagocce oggi disponibili per chi vuole fare ricerca in Italia.
Le richieste inoltrate
Come detto alla data di scadenza del bando sono state presentate 5.252 proposte in tutto: di queste 1.909 sono arrivate per il macrosettore «scienze della vita», 1.778 per «fisica, chimica, ingegneria» e 1.565 per il macrosettore «scienze umane». Tra i numeri che saltano all'occhio non c'è solo quello della pioggia di domande, ma anche il fatto che per la prima volta, anche se di poco, il numero delle proposte firmate da giovani ricercatrici supera quello dei colleghi maschi (2.675 contro 2.577). Così come si segnala l'età media dei partecipanti al bando piuttosto bassa: 33,45 anni (33,55 per le donne e 33,36 per gli uomini), ben al di sotto del limite massimo previsto dal bando (40 anni). Un segnale in più sul fatto che le nuove leve della ricerca sono impazienti di mettersi alla prova con progetti scientifici importanti.

L'obiettivo del bando Sir
Il programma «Sir» lanciato dal Miur lo scorso 24 gennaio – uno degli ultimi atti dell'ex ministro Carrozza – ricalca i bandi Ue dell'Erc, il Consiglio europeo per la ricerca, che con i «starting grant» punta a sostenere nella fase iniziale della carriera i giovani ricercatori. Ed è ritagliato su alcuni criteri: dal peso alla qualità scientifica dei progetti come unico criterio di valutazione all'attrattività del finanziamento anche nei riguardi dell'istituzione ospitante. Che, come prevede il bando, deve essere un'università o un ente pubblico di ricerca a cui sarà riconosciuto un incentivo del 10% del costo del progetto nel caso ospitasse ricercatori esterni. La selezione delle oltre 5mila proposte si dovrebbe concludere a fine estate per poi passare ai finanziamenti dei singoli progetti vincitori. L'obiettivo del Miur è comunque quello di ripetere questo bando per i giovani ricercatori anche nel 2014. Più difficile invece finanziare un bando per ricercatori senior per il quale il budget dovrebbe essere almeno il doppio.


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