Studenti e ricercatori

Nelle scuole di business perdono quota i corsi Mba

di Jonathan Moules

Sempre più spesso, secondo una ricerca recente, i potenziali studenti delle scuole di business snobbano i corsi MBA a favore di master specialistici che si crede che possano offrire una strada più veloce e meno dispendiosa per ottenere posti di lavoro ben retribuiti. Dal sondaggio condotto da Carrington Crisp, un gruppo di education marketing con sede a Londra, risulta che i due terzi di coloro che stanno prendendo in considerazione l’iscrizione a una scuola di business dicono che preferirebbero scegliere un master invece di un MBA. Il dato è in netto calo rispetto a una percentuale del 48 per cento riscontrata da un identico sondaggio condotto da Carrington Crisp l’anno scorso. La ricerca ha interessato circa mille potenziali studenti delle scuole di business, la maggior parte dei quali nel Regno Unito.

Il crescente interesse per i diplomi di master specialistici in business è dovuto in parte alla maggiore concorrenza per conquistare i posti di lavoro, dovuta a sua volta a un numero record di studenti iscritti alle università del Regno Unito, come conferma Andrew Crisp, cofondatore di Carrington Crisp: «Con sempre più laureati che si affacciano al mercato del lavoro, i master sono diventati un modo per distinguersi dalla massa». I corsi di master specialistici possono essere intrapresi subito dopo aver conseguito un diploma universitario, a differenza degli MBA per i programmi della maggior parte dei quali è prevista un’esperienza lavorativa. Oltretutto, i master specialistici tendono a costare agli studenti molto meno in rette di frequenza rispetto alle somme a sei cifre necessarie ormai per frequentare i programmi MBA meglio quotati. In parte ciò si deve al fatto che i master specialistici durano spesso un anno solo, mentre i MBA di norma ne durano due.

Secondo Crisp, i datori di lavoro del Regno Unito preferiscono assumere persone con diplomi di master specialistici perché posseggono più competenze di coloro che hanno soltanto qualifiche da laureati, e nel contempo non pretendono gli alti salari che i diplomati in MBA si aspettano. I dati raccolti da Carrington Crisp avvalorano la tesi di alcuni rettori delle scuole di business, secondo i quali gli istituti superiori dovrebbero chiudere i loro programmi MBA.

Lo scorso agosto il Tippie College of Business dell’Università dello Iowa ha annunciato di voler eliminare gradualmente il suo corso biennale, pochi mesi dopo essersi classificato all’ottantaquattresima posizione su cento nella graduatoria dei MBA globali stilata dal Financial Times. Altri istituti universitari, come il King’s College di Londra, hanno optato fin da subito per non lanciare corsi MBA, citando un certo scetticismo tra i datori di lavoro nei confronti della validità di questo diploma rispetto ai master specialistici in business.

Dei 1056 studenti potenziali delle scuole di business (numero immutato rispetto alla ricerca dello scorso anno) intervistati per il sondaggio di Carrington Crisp, solo il 31 per cento dice di essere intenzionato, prima o poi, a conseguire un MBA. In ogni caso, la percentuale di coloro che affermano che un diploma di master specialistico avrebbe lo stesso valore di un MBA è aumentata, essendo passata da un terzo degli studenti dell’anno scorso a circa la metà in questo ultimo sondaggio.

Secondo Crisp, il mercato per i master specialistici quasi certamente diventerà sempre più diversificato: analisi dei dati e project management sono due tra le molte specializzazioni nuove aggiunte alle materie fondamentali per questi corsi di studio, tra cui management, finanza, contabilità e risorse umane. «Ci sarà anche una lunga coda di specializzazioni che permetterà ai singoli istituti universitari di ritagliarsi una nicchia in un campo nel quale sono particolarmente forti, spesso in collaborazione con altre sezioni di quell’istituto», ha aggiunto Crisp.

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(Traduzione di Anna Bissanti)


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