Studenti e ricercatori

Effetto tirocini: lavora l’8% in più dei laureati

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Svolgere un tirocinio conviene. Almeno dal punto di vista occupazionale. A dirlo è un focus di AlmaLaurea secondo cui un’esperienza sul campo durante gli studi universitari aumenta dell’8% le chance di trovare un lavoro a un anno dal titolo.

Gli effetti del tirocinio
Il 57% dei laureati del 2016 ha svolto tirocini nel corso degli studi, erano il 44% nel 2006 e addirittura solo il 20% nel 2002: esperienze dunque quasi triplicate rispetto alla situazione pre-riforma. Come detto, secondo il rapporto AlmaLaurea sul profilo dei laureati questa opportunità accresce le chance occupazionali già a un anno dal titolo dell’8 per cento. Più nel dettaglio i tirocini curriculari hanno riguardato il 59% dei laureati di primo livello, percentuale che sale al 68% se si considerano coloro che non intendono proseguire gli studi e scende invece al 53% tra coloro che hanno deciso di continuare la formazione universitaria. Le esperienze di tirocinio hanno interessato il 41% dei laureati magistrali a ciclo unico e il 58% dei magistrali biennali. In particolare, tra questi ultimi, un ulteriore 12,5% non ha svolto tirocini nel biennio di studi conclusivo ma li aveva svolti nel corso del primo livello: di conseguenza 71 laureati magistrali biennali su cento dispongono di esperienze di tirocinio nel proprio bagaglio formativo.

Le esperienze sul campo
A livello di gruppo disciplinare, hanno svolto un maggior numero di stage e tirocini i laureati degli indirizzi insegnamento (89%), professioni sanitarie (82%), chimico-farmaceutico ed educazione fisica (entrambi 81%) e geo-biologico (77%). Tra i laureati di ingegneria tale percentuale scende al 40% e nel gruppo giuridico arriva solo al 17 per cento. A livello territoriale, sono i laureati degli atenei del Nord ad aver svolto più esperienze di tirocinio rispetto a coloro che hanno conseguito il titolo in un’università del Centro o del Mezzogiorno: rispettivamente 60% contro 53% e 55%; differenze simili si registrano tra atenei piccoli e medi (64%) e quelli di grandi dimensioni (55%).


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