Studenti e ricercatori

Bergamo, Bicocca e Pavia uniscono le forze su ricerca e trasferimento tecnologico

di Marzio Bartoloni

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Tra atenei uno a fianco dell’altro per mettere in comune e valorizzare la ricerca. Nasce «University for Innovation» (U4I), la Fondazione costituita dalle università di Bergamo, Milano-Bicocca e Pavia.

Il progetto
Il nuovo protagonista della ricerca accademica presentato ieri presso la Fondazione Bassetti di Milano si propone di attrarre investitori internazionali, valorizzare un portafoglio unico di brevetti e spin off, creare e diffondere la cultura dell'innovazione. «U4I» guarda alle esperienze internazionali di maggior successo nel campo del trasferimento tecnologico come istituti di ricerca e università inglesi e israeliane, prime al mondo per qualità della ricerca e della didattica. Le iniziative di ricerca più promettenti verranno scelte ogni anno attraverso una call for ideas e potranno ricevere finanziamenti a partire dalla fase di sperimentazione. I progetti finanziati potranno contare sul supporto di un team specializzato nel management dell'innovazione che consentirà di portare le nuove conoscenze dal laboratorio al mercato e al territorio, oltre che su una rete di collaborazioni con agenzie straniere dedicate alla valorizzazione della nuova conoscenza e della ricerca. A guidare le attività della Fondazione U4I, con l'incarico di direttore, sarà Enrico Albizzati (un passato nel gruppo Montedison e poi Pirelli).

Gli obiettivi di «U4I»
Alla presentazione della Fondazione U4I sono intervenuti i rettori dei tre atenei: Cristina Messa (Milano-Bicocca), Remo Morzenti Pellegrini (Università di Bergamo) e Fabio Rugge (Università di Pavia). «U4I è una risorsa preziosa per valorizzare la ricerca e favorire un meccanismo virtuoso di trasferimento tecnologico e di saperi dalle Università alle imprese e al mercato», ha detto Cristina Messa, rettore di Milano-Bicocca. «U4I è un progetto nel quale crediamo molto – ha spiegato Remo Morzenti Pellegrini, rettore di Bergamo - perché valorizza la ricerca, favorisce il trasferimento tecnologico, aumenta la capacità brevettuale e di creazione d'impresa dei nostri ricercatori. Sarà motore di un'innovazione globale e interconnessa che avrà benefici positivi non solo per il nostro Ateneo, ma per tutto l'ecosistema territoriale.
«Creare il cortocircuito tra il sapere scientifico prodotto dall'università e le imprese capaci di valorizzarlo: questo è l'obiettivo della prima fondazione interuniversitaria per il trasferimento tecnologico – ha concluso Rugge, rettore di Pavia-. Non per caso nasce in un territorio ad alta intensità di atenei e imprese. È un'opportunità e uno stimolo nuovo per gli oltre 2000 ricercatori delle nostre università; è un canale e una risorsa nuova per imprenditori che vogliano innovare e diversificare».


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