Studenti e ricercatori

Dopo 12 anni atenei telematici ancora senza regole, ma il Miur le promette per il 2020

di Marzio Bartoloni

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«Ai fini della definizione del regolamento di cui all’articolo 2, comma 148, della legge 24 novembre 2006 n. 286, è istituito un Tavolo tecnico con il compito di formulare, sulla base dei criteri proposti dall’Anvur e indicati nel successivo articolo 2, una proposta di regolamento concernente i criteri e i requisiti per l’accreditamento dei corsi universitari a distanza». Comincia così il decreto del Miur firmato nei giorni scorsi dalla ministra Valeria Fedeli che mette in pista l’ennesimo tenativo negli ultimi 12 anni di approvare un regolamento che stabilisca in modo chiaro e definitivo il quadro normativo per i corsi a distanza (vedi università telematiche). Con il decreto parte infatti un tavolo tecnico con l’obiettivo di arrivare a una proposta entro settembre 2018 in modo da adottare il regolamento per l’anno accademico 2020-2021.

I compiti del Tavolo tecnico
La storia delle università telematiche che oggi contano circa 60mila iscritti per 11 atenei comincia con la finanziaria del 2003 che annunciava le norme per la loro istituzione: il decreto Moratti-Stanca, dai nomi dei ministri dell'Istruzione e dell'Innovazione di allora, puntualmente arrivò qualche mese dopo disciplinandone l'architettura. Ma da allora sono seguiti mini interventi attraverso diversi decreti ministeriali fino al 2013 quando una commissione di studio del Miur di fronte a una crescita anche disordinata del fenomeno delle telematiche ha chiesto una severa revisione della materia. L’obiettivo anche allora era l’adozione del regolamento richiesto appunto dalla legge 286 del 2006 quando emerse per la prima volta l'esigenza di introdurre regole più rigorose per l'accreditamento dei corsi di studio a distanza. Ma questa regolamentazione non è mai arrivata. Ora il Miur ci riprova con l’istituzione di un Tavolo tecnico con il compito di formulare sulla base dei criteri proposti dall’Anvur e su quelli indicati dal decreto che istituisce il Tavolo una proposta di regolamento con i criteri e i requisiti per l’accreditamento dei corsi universitari a distanza che sarà adottato dal Miur e dal ministero per la Pa entro settembre in modo da entrare a regime dall’anno accademico 2020/2021. Il Miur vuole così rendere omogenei per tutti alcuni standard visto che la mappa dell'offerta di questo fronte della formazione terziaria è molto frastagliata. È il caso a esempio del corpo docente e dei ricercatori a disposizione degli atenei telematici. C'è chi ha deciso di investire di più nell'assunzione di professori di ruolo e chi ha invece scelto la flessibilità con contratti a tempo determinato per i propri docenti e ricercatori.

I requisiti da fissare
Il tavolo tecnico sarà composto da un esperto nominato dal Consiglio universitario nazionale; un esperto nominato dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca; un esperto nominato dalla Conferenza dei rettori delle università; due esperti indicati dal Miur, uno dei quali fungerà da coordinatore del Tavolo;
un esperto indicato dal ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazione; un rappresentante indicato congiuntamente dalle università telematiche. Il coordinatore potrà procedere ad audizioni con esperti del settore della formazione o delle tecnologie e-learning.
Nella proposta di regolamento, il tavolo tecnico terrà conto dei criteri proposti dall’Anvur in particolare con riferimento all'incremento della docenza correlato alla numerosità degli studenti e alla differenza tra corsi di laurea di primo livello e corsi di laurea magistrale e a ciclo unico; ai requisiti e il titolo di studio dei tutor, prevedendo che i tutor disciplinari siano comunque in possesso di un titolo di livello almeno pari o superiore a quello di dottore magistrale; alla numerosità dei tutor correlata al numero degli studenti; alle caratteristiche dell'impegno dei tutor.


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