Studenti e ricercatori

Sospeso il bando per l’ammissione alle specializzazioni mediche

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Sospeso il bando per l’ammissione alle scuole di specializzazioni mediche nella
parte in cui esclude dalla possibilità di ottenere una borsa di studio i medici che hanno conseguito l'abilitazione nel mese di febbraio 2018. A deciderlo è il Tar del Lazio che, primo in Italia, ha accolto i ricorsi collettivi proposti dagli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Gli effetti della pronuncia
Una quarantina di aspiranti specializzandi potranno essere immatricolati a Messina, Catania, Palermo, Bologna, Torino, Firenze, Ferrara, Campus Biomedico di Roma, La Sapienza di Roma, Bari e Napoli. Come hanno spiegato gli stessi legali, infatti, «il contenzioso nasce dal ritardo maturato, tra le polemiche di associazioni e giovani medici, con il quale il Miur ha adottato il nuovo regolamento spostando di diversi mesi il bando
di ammissione». A tal proposito i due legali hanno evidenziato «la contraddittorietà e il mancato coordinamento tra il regolamento del 10 agosto 2017 che ammette a partecipare al concorso tutti i laureati alla data di presentazione della domanda e l'Ordinanza ministeriale del marzo 2017 sulle sessioni di abilitazione» con l’effetto - hanno aggiunto - che «decine di concorrenti non ancora abilitati nonostante i punteggi stellari ottenuti, sono stati scavalcati da soggetti con punteggi più bassi».

Nessun effetto domino
Secondo Delia e Bonetti, comunque «il giudizio del Tar non inciderà sui soggetti abilitati che hanno ottenuto il posto. Abbiamo già verificato, difatti, che grazie ai posti vacanti residuati per rinunce sopravvenute l'ammissione dei nostri ricorrenti non darà vita all'espulsione di nessuno degli abilitati. Grazie a tale azione, dunque, si è riusciti a recuperare borse che, viceversa, sarebbero andate perse e che, al contrario, sono stati attribuiti a soggetti con punteggi ben più alti di tanti altri candidati».


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