Studenti e ricercatori

Scuola di governo Luiss, diplomate in aumento. Marcegaglia: avanti con quote rosa

di Al. Tr.

«All'inizio ero abbastanza contraria alla legge sulle quote, sembrava mettere le donne in una sorta di recinto, non mi piaceva l'idea che una donna dovesse diventare presidente o consigliere di un'azienda quotata per legge. Ma in un Paese come l'Italia dove partivamo da percentuali bassissime, la legge ha aiutato e io credo che forse la legge, che scadrà tra qualche anno, debba ancora andare
avanti». Lo ha detto la presidente dell'Eni e della Luiss, Emma Marcegaglia, parlando ieri a Roma del "Ruolo delle donne nella società italiana ed europea", in occasione del "Graduation Day" della Luiss school of government. Le studentesse della scuola di governo sono in aumento, fa sapere la Luiss: oltre il 40% quest'anno le iscritte ai corsi post laurea. Alla cerimonia di consegna dei diplomi hanno partecipato anche il rettore, Paola Severino, e il direttore della scuola, Sergio Fabbrini.

«Quote rosa aiutano, portare avanti la legge»
«Credo anche sia giusto che rimangano alcune leggi che spingano e obblighino ad avere una certa presenza di donne anche a livello politico», ha aggiunto Marcegaglia parlando della norma sulle "quote rosa". Poi magari, ha sottolineato la presidente Luiss, «a un certo punto queste leggi non dovranno più esserci, dovrà essere il merito a portare avanti le donne, ma credo che in un Paese come questo, dove spesso è facile tornare indietro anche dalle cose buone, rafforzare e rendere più solide queste presenze abbia un senso. Ecco perché queste leggi vanno portate avanti ancora un po'».

«Più istruzione per colmare divario di genere»
Di fronte ai futuri leader delle istituzioni nazionali ed internazionali appena diplomati, Marcegaglia ha sottolineato l'importanza di investire nella formazione come strumento per assicurare uguali opportunità per uomini e donne. «Occorre lavorare sulle 3 L: Learning, Labour, Leadership. Più le donne studiano, più hanno possibilità di lavorare, di progredire nella carriera e di colmare il divario di genere» ha sottolineato.

«Occupazione, resta gap rispetto agli uomini»
I dati dimostrano che il tasso di abbandono scolastico delle donne è inferiore rispetto a quello degli uomini: nella fascia di età tra i 25 e i 64 anni, la quota di popolazione femminile con un titolo di studio secondario superiore supera di 4 punti percentuali quella maschile ed è in costante aumento; la percentuale di donne laureate in discipline tecnico scientifiche è in linea con la media europea. Ma c'è ancora molto da fare. «I dati sull'occupazione femminile del 49.3% sono positivi ma non ancora soddisfacenti - ha detto la presidente - c'è ancora un gap importante rispetto agli uomini e rispetto alla media europea di 3 ore sul lavoro non retribuito che le donne hanno a carico che è quello domestico. Le sfide più importanti da affrontare sono sia a livello culturale che legislativo, con policy sociali più forti e prolungate per garantire la partecipazione femminile nelle istituzioni, nelle aziende e anche in politica dove la presenza delle donne in Parlamento, con le ultime elezioni, ha sfiorato il 34%: dato leggermente più alto della media europea».



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