Studenti e ricercatori

Il numero chiuso traballa ancora, i posti vacanti per gli extracomunitari a chi ha fatto ricorso

di Marzio Bartoloni

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Dopo settimane in cui la giustizia amministrativa ad ogni livello si sta pronunciando con decreti e ordinanze sulle irregolarità riscontrate durante i test di Medicina dello scorso settembre si aggiungono ora le pronunce collegiali del Consiglio di Stato che spianano la strada alla riammissione e all’immatricolazione di un centinaio di studenti che hanno fatto ricorso in particolare per la violazione dell’anonimato durante i test. Con la novità che è Palazzo Spada a indicare la possibilità per i ricorrenti di beneficiare dei posti
riservati agli studenti extracomunitari, inutilizzati e non optati, rimasti liberi e
disponibili (in tutto sono oltre 170).

Il Consiglio di Stato, con ordinanze rese in sede collegiale , ha infatti ammesso la prima tranche di ricorrenti appoggiati dall’Udu, l’Unione degli universitari, e patrocinati dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. Nel merito Palazzo Spada deciderà ad aprile (il 5 è prevista una camera di consiglio), ma nel frattempo arrivano alcune indicazioni relative ai posti vacanti da utilizzare per i ricorrenti. In particolare Bonetti, legale dell’Udu, ha ricordato che i ricorrenti delle università Federico II, Luigi Vanvitelli, La Sapienza, Milano, Catanzaro, Salerno, Ferrara, Siena, Catania, Bologna, Molise, Messina, «hanno posizioni e sedi differenti e i ricorsi proposti si basano sulla lesione dell'anonimato conseguente ai gravi fatti accaduti a Napoli». «Questi studenti, a nostro avviso - continua -avevano il diritto di ricoprire quegli oltre 100 posti rimasti vacanti nel contingente riservato agli extracomunitari. Oltretutto, rispetto alla ridistribuzione di queste posizioni, il Consiglio di Stato, anche in sede collegiale, si è dimostrato particolarmente sensibile, sulle domande di logica, sui 1700 posti liberi ecc». Per Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell'Unione degli Universitari, «i decreti dell’Udu, ottenuti per primi e in data 24.01.2018, sono stati tutti confermati dal Consiglio di Stato con i suoi vari collegi. Per questo, in attesa della sentenza di merito che auspichiamo arrivi il prima possibile, lavoreremo affinché tutti i nostri ricorrenti fruitori del decreto siano immatricolati celermente». «Il numero chiuso - conclude Bonetti - perde pezzi anno dopo anno: la nuova legislatura si apra all'insegna di un ripensamento del modello di accesso, che in questa campagna elettorale ha subito critiche bipartisan».


© RIPRODUZIONE RISERVATA