Studenti e ricercatori

Bicocca capofila del progetto «Unire» contro la violenza sulle donne e il femminicidio

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Bicocca capofila del progetto «Unire» contro la violenza sulle donne. L’ateneo milanese ha vinto un bando da 125mila euro della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le Pari opportunità per il finanziamento di progetti volti l contrasto del femminicidio.

L’iniziativa
Il progetto si intitola “Unire” (Università italiane in rete) e intende creare e rafforzare un network universitario che favorisca lo scambio di informazioni, esperienze, pratiche e competenze fra le Università italiane e straniere.Oltre alla Bicocca ne fanno parte altre dieci realtà: il Miur, la Fondazione Irccs Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, l'Osservatorio Interuniversitario sugli Studi di genere, parità e pari opportunità di Roma, la Statale di Milano, la Cattolica del Sacro Cuore e gli atenei di Padova, Trento, Trieste, Foggia e della Calabria.

Le azioni previste dal bando
Sono tre:
1) Attività di formazione rivolte soprattutto agli studenti da svolgersi in corsi di laurea, perfezionamento, master e dottorati che, elevando a valenza accademica la competenza del contrasto agli stereotipi e alla violenza di genere, si propongano: la formazione multidisciplinare di figure professionali che possano trovare opportunità lavorative presso strutture pubbliche e private che gestiscono le politiche di prevenzione e contrasto della violenza o entrano in contatto con donne vittime di violenza; il rafforzamento delle competenze di chi già svolge attività lavorative in questi campi.
2) Attività di ricerca per il sostegno di studentesse, studenti e docenti interessati al tema, finalizzata allo studio di strategie di prevenzione (educazione alle differenze, lotta agli stereotipi, adozione del linguaggio di genere nei contesti di formazione, educazione e socializzazione dei giovani) tramite la pubblicazione di tesi di laurea, di dottorato e articoli scientifici, oltre all'organizzazione di workshop e seminari dedicati.
3) Attività di terza missione grazie alla collaborazione con enti territoriali, associazioni della società civile e centri anti-violenza. Tutto questo accompagnato dalla raccolta di dati, di materiale documentario e modelli applicativi concreti con l'obiettivo di individuare, valorizzare e promuovere le best practices negli ambiti della formazione, dell'educazione e della prevenzione sul campo. Senza dimenticare le iniziative volte all'internazionalizzazione e quindi alla costituzione di una rete analoga con Università e istituzioni europee.

Lo scopo
Nel commentare l’iniziativa, Marina Calloni, professoressa di Filosofia politica all'Università di Milano-Bicocca e coordinatrice di EDV Italy Project, spiega:
«L'approvazione del progetto rende merito al lavoro svolto negli ultimi anni con alcune colleghe come Patrizia Farina, Claudia Pecorella e Giorgia Serughetti, che dal 2013 hanno condiviso con me il lavoro di questo Centro di ricerca. Avevamo iniziato prendendo spunto dal metodo britannico di contrasto alla violenza domestica in collaborazione con esperti, centri anti-violenza, associazioni ed istituzioni: ora siamo in grado di mettere in pratica questo metodo sperimentale nell'ambito di un corso di perfezionamento sul tema “La violenza contro donne e minori, conoscere e contrastare il fenomeno”. Ci auguriamo che in qualche modo il progetto possa contribuire a creare nuove mentalità non violente e che i femminicidi finiscano».


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