Pianeta atenei

Il campus della Statale sorgerà nell’area Expo

di Giovanna Mancini

La ratifica formale da parte del cda dell’ateneo è attesa per oggi, ma ormai la decisione è presa: l’Università Statale di Milano realizzerà il proprio Campus all’interno dell’ex area Expo di Milano, trasferendovi le facoltà scientifiche che attualmente hanno sede nell’area di Città Studi per un totale di oltre 20mila persone tra studenti, ricercatori e personale tecnico e amministrativo.

Il terzo parere positivo dato al progetto dagli organi di governo della Statale è arrivato ieri da parte del cda e del Senato accademico, sciogliendo definitivamente le riserve avanzate da alcuni dipartimenti dell’ateneo stesso al progetto che venne lanciato ufficialmente nel luglio 2016 ma, come ricorda il rettore della Statale Gianluca Vago, fu proposto per la prima volta dal cda nel febbraio 2015.

Il sì del consiglio è stato espresso all’unanimità, mentre al Senato i pareri favorevoli sono stati 25 e sette quelli contrari. Tra questi, il voto di uno dei quattro rappresentanti degli studenti, alcuni dei quali proprio hanno manifestato contro il trasferimento.

Dopo un anno e mezzo di istruttoria, dunque, gli organi accademici hanno considerato soddisfatte le due condizioni poste a suo tempo dall’ateneo: coerenza del Masterplan proposto da Lendlease (il gruppo australiano vincitore del bando di Arexpo per lo sviluppo e la gestione dei terreni) con le esigenze espresse da tutti i dipartimenti interessati; e la sostenibilità finanziaria del progetto.

Due le opzioni per la copertura finanziaria, che saranno approfondite dagli organi accademici nelle prossime settimane: un bando tradizionale oppure un project financing, cioè l’affidamento (tramite gara) della concessione di costruzione e gestione dell’area a un privato che cofinanzierebbe il progetto e al quale la Statale riconoscerebbe un canone annuo di circa 19 milioni, cifra corrispondente alle attuali spese di gestione degli edifici di Città Studi. La stessa LendLease si è resa disponibile per il project lo scorso 23 febbraio e sulla sua proposta l’ateneo si dovrà pronunciare entro 90 giorni. In caso di parere favorevole, sarà indetta una gara sulla quale il gruppo australiano avrebbe un diritto di prelazione. In entrambi i casi (bando tradizionale o project) ci sarebbe comunque una gara, sulla quale è ragionevole prevedere un ulteriore ribasso che dunque porterebbe a ridurre ulteriormente i costi inizialmente previsti (380 milioni, che potrebbero scendere a circa 340). Tre anni il tempo previsto per i lavori.

«Queste due opzioni garantiscono la sostenibilità finanziaria senza ricorrere all’alienazione del patrimonio immobiliare di Città Studi – osserva Vago – generando così una riserva finanziaria (stimata in 175 milioni di euro, ndr) disponibile per progetti futuri dell’ateneo». La Statale può inoltre contare su 135 milioni a fondo perduto stanziati specificamente per la realizzazione del Campus e sui risparmi nei costi di gestione derivanti dall’efficientamento strutturale ed energetico della nuova struttura.

Al di là dell’aspetto finanziario, però, la soddisfazione del rettore riguarda il «significato politico» delle votazioni, che danno ufficialmente il via l’iter per la realizzazione del Campus. «È stato compreso il valore di questo progetto – commenta Vago – che ha carattere scientifico e di ricerca, ma è anche un esempio di come si possano creare modelli organizzativi innovativi per il pubblico».

Soddisfatto anche l’ad di Arexpo (società proprietaria dei terreni), Giuseppe Bonomi: «Questa decisione dimostra la bontà del progetto che stiamo realizzando: un grande Parco della Scienza che crei una sinergia virtuosa tra funzioni pubbliche e iniziative private – ha commentato –. Arexpo darà tutto il suo supporto a questo progetto che si integra con la presenza dello Human Technopole e che tra poche settimane vedrà l’inizio della costruzione del Nuovo Ospedale Galeazzi».


© RIPRODUZIONE RISERVATA