Studenti e ricercatori

Le infrastrutture per la ricerca conquistano 326 milioni, Centro-Sud in pole position

di Marzio Bartoloni

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Arriva in porto un altro pezzo del Programma nazionale della ricerca 2015-2020. Il Miur ha messo sul piatto 326 milioni per il potenziamento delle infrastrutture di ricerca, con l’85% delle risorse riservate al Centro-Sud. Per partecipare e presentare i progetti gli enti di ricerca - nell’avviso pubblicato ieri c’è la lista con le infrastrutture correlate - hanno tempo dal 5 aprile al 15 giugno.

Chi può partecipare
È disponibile da ieri sul sito del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca l’avviso pubblico che stanzia oltre 326 milioni per il potenziamento di infrastrutture di ricerca (Ir) attraverso i fondi Pon. Come detto gli investimenti sono prevalentemente rivolti al Centro-Sud, ma una quota parte delle risorse (non superiore al 15%) potrà essere utilizzata anche al Nord. L’avviso si concentra sul potenziamento delle infrastrutture individuate dal Miur come prioritarie nel Programma nazionale per le infrastrutture di ricerca 2014-2020 e ammissibili dunque per l’accesso ai fondi del Pon. Si tratta delle infrastrutture di ricerca che rispondono ai criteri e all’ambito di riferimento dell’Esfri, l’organo europeo deputato alla strategia su questo fronte. Il Miur fornirà contributi a fondo perduto su base competitiva a seguito della presentazione di progetti da parte degli enti pubblici di ricerca e delle università collegate alle infrastrutture identificate dall’avivso che potranno presentare progetti in forma singola o aggregata. Potrà essere presentato un solo progetto per ciascuna infrastruttura.

I progetti finanziati
Il Miur potrà finanziare il 100% dei costi ritenuti ammissibili fino ad un importo massimo di 20 milioni di euro per ciascun progetto ed un importo minimo di 5 milioni. Ulteriore oggetto di innovatività dell’intervento consisterà nel finanziare solo progetti capaci di generare opportunità di sviluppo e di auto-sostenibilità nel medio-lungo periodo. Il proponente dovrà garantire, pertanto, la sostenibilità economico–finanziaria indipendentemente dal mercato e la valutazione verterà anche sul grado di affidabilità in termini di capacità specifiche per assicurare l’utilizzabilità dell’infrastruttura di ricerca potenziata con riferimento alle ulteriori competenze richieste per il suo funzionamento, nonché in termini di analisi dei costi e degli investimenti previsti per garantire la sostenibilità del progetto nel tempo. I finanziamenti riguarderanno investimenti da effettuarsi nei 32 mesi previsti per la durata dei progetti. Sono spese ammissibili gli investimenti materiali in beni nuovi e gli investimenti immateriali e riguarderanno, principalmente, strumentazione scientifica, ampliamento (estensione) di strumentazione scientifica, licenze Software e brevetti. Non saranno ammesse opere murarie e spese di personale. Il processo valutativo riguarderà, oltre la capacità tecnico-organizzativa dei soggetti proponenti, la qualità della proposta progettuale e l'impatto del progetto, anche la sostenibilità economico-finanziaria del progetto stesso.


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