Studenti e ricercatori

Fuorisede? Ecco quanto costa andare a votare il 4 marzo

di Alberto Magnani

Quando il palermitano Stefano La Barbera ha lanciato il suo comitato «iovotofuorisede» aveva 24 anni, studiava Ingegneria a Torino e voleva partecipare alle elezioni politiche senza costringersi a un’odissea di decine di ore a bordo di treni o aerei. Era il 2006, l’anno della vittoria ai mondiali di calcio e del secondo governo Prodi. Nel frattempo sono passati 12 anni, Stefano lavora in una startup in Sicilia e Prodi non è più candidato. Ma la situazione è rimasta uguale: alle elezioni del prossimo 4 marzo, i 400mila studenti fuorisede registrati in Italia saranno obbligati a una toccata e fuga nel comune di residenza per esercitare il proprio diritto, visto che non è prevista alcuna possibilità di voto a distanza né per gli universitari né per gli ulteriori 1,5 milioni di «pendolari a lungo raggio». Se non altro, lo sforzo dovrebbe essere agevolato dagli sconti elettorali messi in campo da Trenitalia, Italo e Alitalia, con bonus che coprono dal 60 al 70% della spesa. Ma funzionano? «In genere li usano il 10% dei pendolari. Vedete voi» sospira La Barbera.

Bologna-Bari con Trenitalia: 44 euro e 12 ore di viaggio
Facciamo l’esempio di un universitario 23enne di Bari che studia e lavora a Bologna. L’offerta più adatta è quella di Trenitalia, con i suoi «Viaggi degli elettori»: biglietti agevolati per il periodo che va da dieci giorni prima a dieci giorni dopo la votazione (23 febbraio-14 marzo). Lo sconto è rivolto ai residenti in Italia, «per tutti i treni del servizio nazionale e per il livello Standard dei Frecciarossa», con riduzioni che variano a seconda dei casi. È previsto uno sconto del 60% su tutti i treni regionali, che sale al 70% per i treni di media-lunga percorrenza nazionale (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca, Intercity e IntercityNotte) e servizio cuccette. Per ridurre il più possibile costi e tempi, la scelta cade su due Intercity, con partenza alla sera di venerdì 2 marzo e ritorno al pomeriggio di domenica 4 marzo.

Il treno di andata che si incastra meglio con i propri impegni è un Intercity notte che parte da Bologna alle 22 e arriva a Bari alle 6:11 della mattina successiva. Prezzo: 91,1 euro. Il ritorno è domenica, ma il giovane ha urgenza di essere a Bologna entro il secondo pomeriggio perché lavora part time in un ristorante. Va al seggio alle 7, corre in stazione e salta sul treno prenotato, un Frecciabianca che parte alle 8:30 e arriva a Bologna alle 14:12. Il costo è di 54,9 euro, la cifra più conveniente rinvenuta in mattinata. Risultato? Con lo sconto del 70% la spesa diventa di 43,8 euro contro i 146 euro a prezzo pieno. Ma con un viaggio di 12 ore e poco più di 24 ore trascorse a casa. O quasi.

Da Milano a Roma su Italo: 62 euro e (almeno) sei ore di viaggio
Una matricola della Statale di Milano deve tornare in provincia di Roma, dove risiede, nel week-end del 4 marzo. È il suo primo voto. Potendo scegliere dà un occhio a «Sconto elettori», l’offerta di Italo che prevede una riduzione del 60% sui biglietti acquistati in un periodo simile alla promozione di Trenitalia (23 febbraio-13 marzo) per le tariffe Flex ed Economy negli ambienti Smart e Comfort. Il secondo semestre è già iniziato, le lezioni vanno avanti fino al pomeriggio e, anche in questo caso, l’unica soluzione è di comprimere la trasferta tra il secondo pomeriggio di venerdì 2 marzo e l’intera domenica del 4.

Il primo treno utile dopo le 18 è un no-stop che parte da Milano Rogoredo e arriva a Roma Termini alle 21:14. Prezzo: 88,9 euro. Alla domenica lo studente va a votare di prima mattina, ma deve comunque tenere in conto lo spostamento verso Roma dal suo paese, che dista mezz’ora di automobile. Il primo treno utile diventa così un Roma Termini-Milano Rogoredo che parte alle 9:10 e arriva alle 11:57. Il prezzo più basso è di 67,9 euro. Con la riduzione del 60%, l’esborso cala da 156,8 a 62 euro, per circa sei ore di viaggio totali.

A Palermo in aereo: 320 euro. Con lo sconto
Ovviamente, non ci sono solo le rotaie. Alcuni studenti, come i 50mila fuorisede siciliani, potrebbero privilegiare un viaggio in aereo, risparmiando decine di ore rispetto agli spostamenti via treno o pullman. I prezzi salgono, ma anche in questo caso sono previste riduzioni ad hoc. Alitalia propone una riduzione su tutti i biglietti andata-ritorno con un prezzo superiore ai 40 euro, fino a un massimo di 40 euro rispetto alla cifra di partenza, escludendo tasse e costi suppletivi. Vediamo un esempio. Un fuorisede di Palermo che vive in Piemonte decide di scendere a casa al venerdì e tornare la domenica sera. Decolla alle 22:35 da Milano Linate con un volo diretto di un’ora e mezzo per Palermo Punta Raisi. Anche optando per Economy Light, la tariffa più economica, il costo è di 197,85 euro.

Il ritorno è fissato più o meno alla stessa ora (21:25-23), per un prezzo di 163,75 euro. Il totale è 362,45, ma applicando lo sconto si “cala” a 322,45 euro. E i low cost? In teoria, con o senza sconti elettorali, un volo su vettori come Ryanair dovrebbe garantire costi più contenuti. Ma non sembra esattamente il caso. Un volo Milano Malpensa-Palermo via Ryanair, nel weekend 2-4 marzo, arriva a costare 418,18 euro (268,67 euro andata e 149,5 euro il ritorno).

L’ultima spiaggia: i pullman. O l’astensione
L’occasione è stata còlta anche da realtà parallele al trasporto pubblico, come i pullman low cost di Flixbus. L’azienda tedesca ha lanciato una campagna «contro l’astensionismo», chiamata #ioVoglioVotare, in parallelo a un’offerta rivolta ai fuorisede: il rimborso integrale dei biglietti per viaggi dal 2 al 4 marzo, con prenotazioni chiuse entro il 28 febbraio. Dopo il voto bisogna inviare un’email a un indirizzo del gruppo entro l’11 marzo con foto di sé al seggio elettorale e i dati dell’acquisto. Se la pratica viene accettata, il risarcimento verrà erogato sotto forma di un voucher disponibile dall’1 al 30 giugno.

Qui, però, il vantaggio economico deve confrontarsi con l’investimento di tempo. Un giovane abruzzese che lavora a Padova, ad esempio, potrebbe partire alle 21:35 di venerdì 2 marzo per arrivare a Pescara alle 4:10 della mattina successiva (6:35 ore di viaggio senza cambio). Al ritorno dovrebbe armarsi di un po’ di pazienza in più, visto che la corsa più rapida parte alle 10:40 e arriva nella città veneta alle 19:10: otto ore e mezza, con un cambio di quasi due ore all’Autostazione di Bologna. In totale sono 15 ore di viaggio, con la prospettiva di essere rimborsati due mesi dopo.


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