Studenti e ricercatori

Ecco la lista degli atenei in corsa per diventare competence center: ci sono anche i Politecnici

di Marzio Bartoloni

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È pronta la lista delle università e degli enti di ricerca con i requisiti in regola per presentare la candidatura a competence center, i poli atenei-imprese che dovranno assistere sul fronte della formazione e del trasferimento tecnologico le imprese nel salto verso industria 4.0. In tutto nella lista del ministero dello Sviluppo economico messa a punto in base agli indicatori Anvur ci sono 65 università - tra queste ci sono anche i Politecnici e gli atenei più grandi - e quattro enti di ricerca. Si tratta di un elenco dove rientra chi ha ottenuto buone performance in almeno un macrosettore e non nell’intera area identificate dal bando (matematica, fisica, chimica, ingengneria e architettura e scienze economiche).

Il chiarimento del Mise
Nei giorni scorsi era circolata la notizia che in base ai criteri indicati dal bando pubblicato nelle settimane scorse dal ministero dello Sviluppo economico fossero esclusi atenei del calibro dei Politecnici o della Sapienza di Roma che dovrebbero essere i più attrezzati nei settori di punta di industria 4.0. L’esclusione è stata respinta dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda in untweet come una «falsa notizia» (nello stesso tweet il ministro criticava comunque anche le valutazioni Anvur). Ora dal ministero sono in arrivo una serie di chiarimenti ufficiali sul bando. Tra questi anche un’indicazione che conferma non solo la non esclusione delle università di maggior peso, ma l’inserimento nella lista degli ammissibili di ben 65 atenei e 4 enti di ricerca. Tutto nasce dall’articolo 5 del bando del 29 gennaio dove tra le condizioni per partecipare viene indicato che è necessario «aver partecipato all'ultimo esercizio di Valutazione della qualità della ricerca (Vqr) eseguito dall' Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur), fino a conclusione della procedura e con esito positivo, per tutte le strutture di ricerca appartenenti all'istituzione, posizionandosi nelle aree di interesse per le attività previste, nel primo quartile della distribuzione nazionale (atenei)». Una definizione forse troppo generica e ampia («area di interesse») che ora il Mise ha deciso di specificare meglio nelle Faq che il ministero è in procinto di pubblicare e che Scuola24 è in grado di anticipare. In questo chiarimento il Mise spiega che le classifiche Vqr stilate dall’Anvur sono state valutate «a livello di macrosettore concorsuale, quindi con un maggior dettaglio rispetto alle aree Cun (Consiglio Universitario Nazionale), al fine di identificare eccellenze specifiche». E quindi tra le università legittimate a partecipare rientrano quelle che si sono classificate nel primo quartile «in almeno un macrosettore concorsuale nelle aree identificate dal bando (1, 2, 3, 8b, 9 e 13)». Quindi per fare un esempio supera l’asticella non chi entra nel primo quartile di tutta l’area di ingeneria, ma chi lo fa in almeno un marcosettore come a esempio - per citarne solo un paio - ingegneria informatica o ingegneria chimica e dei materiali.

L’elenco delle università legittimate
In base a questo chiarimento del Mise la lista diventa dunque molto ampia. Eccola: Bari; Bari Politecnico; Basilicata; Bergamo; Bologna; Bolzano; Brescia; Cagliari; Calabria (Arcavata di Rende); Camerino; Cassino; Catania; Catanzaro; Chieti e Pescara; Enna Kore; Ferrara; Firenze; Insubria; L'Aquila; Lucca IMT; Macerata; Marche; Messina; Milano; Milano Bicocca; Milano Bocconi; Milano Cattolica; Milano IULM; Milano Politecnico; Modena e Reggio Emilia; Molise; Napoli Federico II; Napoli – Luigi Vanvitelli; Napoli Parthenope; Novedrate E Campus; Padova; Palermo; Parma; Pavia; Perugia; Piemonte Orientale; Pisa; Pisa Normale; Pisa Sant'Anna; Reggio Calabria; Roma Biomedico; Roma La Sapienza; Roma Luiss; Roma Tor Vergata; Roma Tre; Salento; Salerno Sannio; Sassari; Siena; Torino; Torino Politecnico; Trento; Trieste SISSA; Tuscia; Udine; Urbino Carlo Bo; Venezia Ca' Foscari; Venezia IUAV; Verona. Otto invece gli enti di ricerca. Si tratta di :
Fondazione Iit; Indam; Infn; Inaf; Cnr; Crea; Lens e Fondazione Bruno Kessler.


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