Studenti e ricercatori

Calano gli idonei senza borsa, ma ancora 7441 studenti che ne hanno diritto sono senza aiuti

di Mar.B.

S
2
4Contenuto esclusivo S24

L’aumento di 50 milioni per i fondi al diritto allo studio deciso dal governo guidato dall’ex premier Renzi fa sentire i suoi effetti benefici sul disgraziato fenomeno tutto italiano degli studententi idonei senza borsa, quelli cioè che ne hanno diritto per legge (avendo tutti i requisti in regola), ma non ricevono gli aiuti perché mancano le risorse. Una buona notizia, ma solo a metà perché questo sfortunato primato italiano ancora non è stato superato. L’anno scorso - questo il dato ufficiale appena diffuso dal Miur - sono stati ancora 7441 gli studenti che pur avendone il diritto non hanno ricevuito la borsa.

Il 2016/2017 è il primo anno in cui si sentono gli effetti dell’aumento del Fis, il Fondo integrativo statale, portato a 217 milioni di euro. L’anno prima gli idonei senza borsa erano stati 9471, mentre nel 2014/2015 erano addirittura 38396 e 46167 nel 2013/2014 (in parte a causa delle modifiche dell’indicatore Isee). Dal 2015/16 al 2016/17 gli idonei invece aumentano di 27.500 unità (raggiungendo quota 173.600). Gli studenti borsisti aumentano di 29.500 unità (il totale è di 166.160). Da qui il calo a “solo” 7441 studenti idonei sprovvisti di borsa. Ma quest’anno la situazione potrebbe peggiorare anche per il combinato disposto dall'aumento degli idonei e dal ritardo di erogazione del Fis: il riparto tra le Regioni è infatti ancora bloccato dalla Conferenza Stato Regioni. E così ancora Emilia Romagna (dove la copertura è ora al 90%), Lombardia, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia non hanno erogato la prima rata della borsa a tutti gli idonei. «Per questo - avverte Andrea Torti degli studenti di Link - lanciamo la campagna per il diritto allo studio “tutto quello che ci spetta”, organizzeremo assemblee e mobilitazioni per costruire in ogni regione l'AltroBando, cioè le proposte di miglioramento dei bandi per il diritto allo studio che durante la primavera verranno discussi nei cda degli enti per il diritto allo studio. Infatti - insiste Torti - la mancata erogazione delle borse non è l'unico problema: le mense sono sempre più care e la mancanza di residenze universitarie rimane una vera e propria emergenza per cui servono risposte immediate da parte delle istituzioni». Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, ricorda che «c’è ancora tanto da lavorare, perché finché ci sarà un solo studente senza borsa non potremmo ritenerci soddisfatti, e soprattutto l’Italia è ancora troppo lontana dai livelli europei, sia in termini di servizi offerti, sia in termini di percentuale di studenti che ricevono i benefici del diritto allo studio». «Gli studenti borsisti sugli iscritti sono appena il 9,85% - ricorda Marchetti - . La disomogeneità della qualità dei servizi e del tasso di copertura delle borse va contrastata in primis attraverso l'operato del ministero stesso,che dovrebbe rispettare le scadenze di Legge e immettere nel sistema i 130 milioni di euro mancanti per riuscire a coprire quelli che saranno gli idonei dal 2017 in poi».


© RIPRODUZIONE RISERVATA