Studenti e ricercatori

Milano e Torino «fuori legge» sulle tasse: al via i primi ricorsi degli studenti

di Marzio Bartoloni

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Prima Milano e tre giorni dopo Torino, ma altri atenei potrebbero seguire nei prossimi giorni. Gli studenti sono infatti scesi sul piede di guerra e hanno già presentato nei giorni scorsi due ricorsi al Tar. Nel mirino le tasse troppo alte fatte pagare agli studenti rispetto a quanto previsto per legge (la famosa soglia del 20% rispetto ai fondi Ffo): 31 milioni a Torino e 34 milioni a Milano di troppo secondo gli studenti dell’Udu.

Cosa prevede la legge
Il Dpr 306/1997 stabilisce che il gettito totale delle tasse recepito da ogni ateneo non può essere superiore al 20% di quanto ricevuto dallo Stato come Fondo di finanziamento ordinario. Un principio, questo, che è stato confermato dal Tar Lombardia, su ricorsi presentati sempre dall’Udu ai bilanci dell’università di Pavia per gli anni 2010, 2011 e 2012 e, successivamente confermato anche dal Consiglio di Stato. Sentenze, quelle, che tra l’altro hanno confermato un altro punto sostanziale rispetto al tetto della contribuzione studentesca del 20%: gli atenei non possono escludere dal conteggio di questa soglia la contribuzione degli studenti fuori corso.Il Governo Monti aveva infatti modificato la normativa sulla contribuzione studentesca con la legge 135/2012, introducendo la possibilità di escludere dal conteggio le tasse degli studenti fuori corso, secondo criteri da definire con un successivo decreto ministeriale. Che però non è mai arrivato. Anche la legge di bilancio 2018 ha introdotto una ulteriore tipologia di studenti che potrebbero essere estrapolati dal conteggio: gli “studenti internazionali”. Ma anche in questo caso (per ora) non c’è l’attuazione.

Il caso dell’università di Torino
L’ateneo torinese - ricorda l’Udu - ha appena approvato un bilancio preventivo in cui si dichiara di sforare il limite imposto dalla legge alla tassazione degli studenti e per questo - calcolano gli studenti - sono stati chiesti 31 milioni in più del dovuto. Nel bilancio di previsione del 2018, l’università di Torino prevede infatti di incassare 81 milioni di euro dagli studenti in tasse. La previsione per quanto riguarda il finanziamento statale, cioè la quota di Ffo oscilla tra i 236,6 e i 248,7 milioni di euro. «Questo vuol dire - spiega Valeria Sartori, coordinatrice dell’Udu Torino - che, pur considerando tutti gli esenti dichiarati da UniTo, anche superiori a quelli previsti per legge (che farebbero arrivare il gettito della contribuzione a 79 milioni di euro), il rapporto tra tasse e Ffo oscilla tra il 31,8% e il 33,4%. Il limite di legge è il 20%. Questo significa che agli studenti sono stati chiesti tra i 29,3 e i 31,7 milioni di euro, in più rispetto a quanto prescritto dalla legge».

Il caso dell’università di Milano
All'interno del suo bilancio preventivo per il 2018 l’ateneo milanese prevede di incassare dalla contribuzione studentesca 87,5 milioni di euro. Il Ffo che si prevede di ricevere è pari a quello stanziato nel 2017 dal Miur. E cioè 267 milioni di euro. Cifre che fanno lievitare - secondo i calcoli degli studenti - il rapporto tra contribuzione studentesca e Ffo al 32,8%. «Agli studenti vengono quindi chiesti oltre 34 milioni di euro in più del dovuto - spiega l’Udu di Milano -. Come già evidenziato nel nostro rapporto sulla tassazione universitaria nell'anno accademico 2015/2016, a fronte di una tassa media nazionale di 1250 euro e di 1500 euro al Nord, l’università Statale di Milano ha richiesto una tassa media di 1640 euro, risultando tra le dieci più costose in Italia».

I motivi degli studenti
A spiegare i motivi dei ricorsi al Tar è la coordinatrice dell’Udu, Elisa Marchetti: «Gli studenti e le loro famiglie contribuiscono ai bilanci delle università pubbliche italiane con più di 1,6 miliardi di euro, un trend in aumento che sembra inarrestabile. Non accettiamo che il sottofinanziamento dell'università pubblica sia scaricato sulle spalle degli studenti, e che gli atenei decidano persino di ignorare quei limitati ed irrisori argini posti dalla legge a tutela degli studenti. Ora è innanzitutto necessario restituire questi soldi agli studenti, per questo abbiamo depositato ricorsi al Tar». Per l’Udu è fondamentale che la prossima legislatura «metta in atto una progressiva abolizione delle tasse universitarie, iniziando a toglierle a chi si trova in condizioni economiche più svantaggiate. Bisogna attuare il principio secondo il quale l'istruzione, anche quella universitaria, è un diritto fondamentale».


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