Studenti e ricercatori

Dai periti industriali ai geometri: ecco gli accordi con le università

Periti industriali, geometri, periti agrari, dottori agronomi e forestali. Sono, per ora, queste le categorie professionali che hanno siglato con le università le convenzioni che stanno alla base dei corsi di laurea professionalizzanti, e sono disposte a mettere in campo i propri iscritti per lezioni, laboratori e tirocini.

I più attivi finora sono stati i periti industriali che hanno sottoscritto 9 accordi per realizzare percorsi molto diversi tra di loro, da ingegneria del legno al la Libera università di Bolzano a ingegneria della sicurezza all’università di Palermo, passando per Ingegneria meccanica, in partnership con la Federico II di Napoli.

«La nostra categoria - commenta Sergio Molinari, consigliere nazionale dell’Ordine - raggruppa un ampio raggio di professionisti. Si spazia dai chimici e fisici, accanto a un buon numero di esperti nel settore tecnologico». Come la maggior parte delle categorie anche i periti industriali hanno subìto la crisi di vocazioni.

Secondo i dati del Consiglio nazionale (Cnpi), in dieci anni l’Albo è sceso dai circa 45mila iscritti del 2006 ai 42mila di oggi, con un calo di oltre il 6 per cento. «I diplomati - specifica Molinari - si potranno iscrivere all’albo solo fino al 2021, poi per tutti sarà necessario il titolo accademico». Oggi i laureati sono circa il 10% degli iscritti, quota destinata a crescere anche grazie ai percorsi professionalizzanti, che «dovrebbero aumentare dal 2019/2020 - dice Molinari - grazie alle numerose trattative che abbiamo in corso con gli atenei».

Anche i geometri sono impegnati sul fronte delle lauree professionalizzanti (al momento hanno siglato 5 convenzioni). «L’obiettivo - spiega il presidente del Consiglio nazionale Maurizio Savoncelli - è di realizzare un percorso triennale che sia abilitante all’esercizio della professione». La categoria, che conta oltre 100mila iscritti, in dieci anni ha registrato un calo del 3%, con un aumento dell’età media da 43 a 47 anni. Anche per questo «è fondamentale accorciare i tempi per avvicinare i giovani al mercato del lavoro - sottolinea Savoncelli - per allineare il nostro paese ai principali paesi europei. Il prossimo obiettivo è fare in modo che la laurea sia abilitante all’esercizio della professione».

I periti agrari sono in prima linea sulla laurea professionalizzante in Agribusiness dell’università di Siena, che si rivolge a giovani interessati a una qualificazione per contribuire alla sicurezza alimentare e alla salvaguardia dell’ambiente. Mentre i dottori agronomi e forestali hanno siglato una convenzione con l’università di Firenze per il corso in Tecnologie e trasformazioni avanzate per il settore legno arredo/edilizia.


© RIPRODUZIONE RISERVATA