Studenti e ricercatori

Si ferma l’effetto Brexit: crescono gli europei negli atenei inglesi

di Mar.B.

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Sorpresa: l’effetto Brexit sulle iscrizioni degli europei alle università d’Oltremanica non si sente più. Secondo i dati appena diffusi da Ucas - l’organismo che si occupa delle iscrizioni - il numero di richieste per l’anno accademico 2018-2019 dai paesi dell’Unione europea è aumentato del 3,4 per cento rispetto all'anno precedente, per un totale di 43510 domande spedite entro la scadenza del 15 gennaio. È una vera e propria invesrione di tendenza dopo il calo dell’anno scorso quando si registrarono 3mila richieste di iscrizione in meno

Ma come mai questa inversione? A pesare sulla scelta degli studenti europei attirati di nuovo dalle mete accademiche d’Oltremanica potrebbe essere stata anche la decisione del Governo britannico di chiarezza sul tema confermando che i giovani che provengono dai Paesi europei potranno ancora accedere ai prestiti scolastici, pagando le tasse universitarie per corsi di laurea breve e master secondo le stesse regole che riguardano gli allievi inglesi anche per l'anno scolastico 2018-2019 e fino al completamento dei corsi. Un annuncio importante visto che per frequentare un corso in una università prestigiosa come a esempio Oxford un allievo inglese e, per ora europeo, deve spendere 9250 sterline all'anno, mentre chi arriva da altri paesi ne paga tra le 15.755 e le 23.190. In grande crescita sono comunque anche le iscrizioni degli studenti extra europei che hanno raggiunto quota 58.450 (+11%).


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