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Il rettore Resta: «Ora più forti per sostenere le imprese»

di L.Or.

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«Hanno voluto incontrarci più volte, per studiarci e capirci. Un percorso serio e ponderato. Ed essere stati scelti è per noi motivo di grande orgoglio». Ferruccio Resta è giustamente soddisfatto, anche se non troppo sorpreso dalla velocità dell’operazione: pochi mesi dall’ultimo protocollo firmato in Cina, già tradotto in azioni concrete. «Quella foto di inizio 2017 - spiega il rettore del Politecnico - che ritraeva la firma dei due rettori davanti al presidente della Repubblica e al presidente cinese - ha dato un’accelerazione formidabile, segnalando per la Cina la strategicità dell’operazione. Ci siamo visti più volte, il pro rettore Giuliano Noci è lì una volta al mese, contatti che hanno tradotto le intenzioni in realtà».

Per il Politecnico di Milano si tratta di una partnership cruciale nelle attività innovative, alleanza che potrà fornire una sponda in più anche alle aziende italiane.

«La produzione di progetti innovativi da noi è molto alta, selezioniamo circa 900 idee all’anno. La nostra debolezza è però nel loro “accompagnamento” verso il mercato. Ed è qui che TusStar può dare un grande contributo. Il messaggio è chiaro: chi in Italia intende sviluppare un progetto innovativo, qui in Bovisa può trovare l’humus necessario per provarci».

Le attività operative per mettere a frutto la partnership sono state avviate e in dirittura d’arrivo è già la società congiunta, una newco a maggioranza cinese, «e su questo punto - aggiunge Resta - devo dire che non ho discusso neppure un minuto», per gestire il processo di allineamento dei programmi formativi. «La fase di selezione e reclutamento delle persone è già avviata - aggiunge - sia da parte loro che presso il Politecnico, ma la cosa sorprendente è che già ora, prima ancora di partire, siamo stati contattati da aziende a proprietà cinese che intendono iniziare a lavorare con noi».

Realtà basate in tutta Europa, dato che Milano è stata selezionata non come sede locale ma come hub continentale. «L’evoluzione della città in chiave internazionale è evidente - continua Resta - e questo accordo va esattamente nella direzione di una maggiore apertura al mondo. Per il distretto della Bovisa si tratta in effetti di una vera e propria svolta, aggiungendo l’ultimo tassello che ci mancava: la capacità di fare scala». L’idea del Politecnico è quella di arricchire ulteriormente l’area di funzioni, andando a posizionare ad esempio proprio qui il competence center di Industria 4.0, che salvo sorprese il Politecnico di Milano dovrebbe agevolmente aggiudicarsi partecipando al bando del Mise. «Una crescita che si alimenta anche grazie a questo accordo. Qui arriveranno manager di aziende cinesi per fare formazione, ma anche start-up e aziende innovative. Credo che per il Politecnico e per Milano si tratti davvero di una grande opportunità. Noi siamo giustamente fieri del nostro incubatore, lo abbiamo visto crescere ed affermarsi. Quando però vai in Cina e vedi le dimensioni di TusStar, i loro spazi, la quantità di persone e gli investimenti, capisci che si tratta di un altro mondo». Che ora, però, sbarca a Milano.


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