Studenti e ricercatori

Al via i bandi «Prima» per l’agrifood: in ballo 50 milioni

di Eu. B.

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Gestione efficiente delle risorse idriche, agricoltura sostenibile, sviluppo delle filiere alimentari: sono le tre aree tematiche a cui andranno i 50 milioni dei primi bandi di Prima (Partnership for research and innovation in the mediterranean area) destinati alla ricerca nell’agrifood.

I bandi
Prevedono due fasi. Nella prima i proponenti presentano un progetto di massima. Quelli selezionati dai panel indipendenti a supporto dell'attività della Fondazione Prima guidat da Angelo Ribboboni saranno chiamati a presentare, dopo l'estate, il progetto di dettaglio. Entro la fine dell'anno verranno individuati i primi vincitori dei finanziamenti.
I bandi promuovono soluzioni innovative inerenti alla desalinizzazione e alla gestione della risorsa idrica, l’applicazione al settore agri-food degli avanzamenti oggi disponibili nelle tecnologie informatiche, nei supporti alle decisioni, nella sensoristica e nei nuovi materiali, l’adattamento dell’agricoltura al cambiamento climatico, la prevenzione di malattie degli animali e delle piante, lo sfruttamento delle opportunità di mercato che possono discendere dall’attenzione alla dieta mediterranea e ai valori e alla biodiversità, l’individuazione di risposte concrete ai crescenti bisogni in termini di sicurezza alimentare, la creazione di condizioni per uno sviluppo rurale sostenibile, inclusivo e profittevole per i piccoli produttori.

Lo sviluppo dell’agrifood
Le linee di indirizzo le spiega Riccoboni. «Il Programma si fonda sulla consapevolezza che il settore agrifood può contribuire a far fronte alle grandi sfide ambientali e sociali del Mediterraneo, che vanno dall'eccessivo sfruttamento delle risorse naturali alla perdita di biodiversità, dal cambiamento climatico alla marginalizzazione delle aree rurali e alla diffusione dell'obesità. Considerata l'ampiezza delle sfide che abbiamo davanti, i risultati saranno convincenti, però, soltanto se i diversi Paesi mettono insieme le loro energie, le competenze dei loro laboratori e le loro risorse finanziarie ».

Il programma
È caratterizzato dal rispetto dei principi di co-decisione e co-finanziamento da parte di tutti i 19 Paesi partecipanti: 11 membri dell’Ue (Cipro, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Slovenia, Spagna) e 8 non Eu (Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Tunisia, Turchia). Il Programma ha un budget di circa mezzo miliardo di euro, di cui 274 milioni impegnati dai Paesi partecipanti e 220 dalla Commissione Europea, da erogare nei 7 bandi di finanziamento annuali previsti.


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