Studenti e ricercatori

Normale, S. Anna e Iuss si alleano per sfidare le università top nel mondo

di Marzio Bartoloni

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Tra gli ex studenti ci sono premi Nobel come Rubbia e menti politiche come l’ex capo dello Stato e governatore di Bankitalia Ciampi. Hanno una ottima reputazione internazionale come mostrano le alte posizioni nei ranking e gli eccellenti risultati scientifici: dal numero dei brevetti ai docenti che hanno vinto un Erc, il più prestigioso riconoscimento europeo per la ricerca. Peccato che Normale di Pisa, Sant’Anna e Iuss di Pavia siano a livello internazionale piccole eccellenze. Nicchie accademiche all’avanguardia, nella migliore tradizione del nostro Made in Italy, che non possono competere con i giganti come Oxford, Cambridge o Mit. Almeno fino a ieri. Perché da oggi prende corpo un matrimonio a lungo cercato che unirà le forze dei tre atenei nella didattica, nella ricerca e nella governance.

L’obiettivo è sfidare le università top
Nasce la prima federazione tra le tre università con i primi corsi congiunti che partiranno dal prossimo anno accademico. L’obiettivo è raggiungere la dimensione giusta per sfidare i big della formazione. E si tradurrà in iniziative di didattica comune (il prossimo anno a esempio parte un corso di scienze politiche Normale-S.Anna a Firenze e un dottorato S. Anna-Iuss di Pavia), centri di ricerca interateneo, politiche di reclutamento e bandi di dottorato coordinati, collaborazione a livello amministrativo, orientamento comune, placement comune, così pure il trasferimento tecnologico. L’idea è mettere a fattor comune le risorse disponibili per raggiungere insieme le dimensioni di un ateneo medio di livello internazionale in grado di scalare le classifiche internazionali. Già oggi S.Anna e Normale di Pisa figurano a esempio nella top ten del «Times Higher Education» dei migliori atenei di piccole dimensioni. Ma scendono giù dopo i top 100 mondiali (184° la Normale e 144° il S.Anna) nella classifica tra tutte le università. Unendosi raggiungerebbero i numeri (228 docenti, 660 studenti e 958 dottorandi) di atenei top al mondo come il californiano Caltech tra le 10 migliori università che ha numeri poco più grandi (330 prof, 979 studenti e 1261 dottorandi).

Una governance comune
La federazione che ha incassato il via libera della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli nei giorni scorsi è stata presentata in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dello Iuss: il rettore di Pavia Michele Di Francesco, il direttore della Normale Vincenzo Barone e il rettore del Sant’Anna Pierdomenico Perata hanno firmato il decreto congiunto di emanazione degli statuti per la trasmissione degli stessi alla Gazzetta Ufficiale. L’atto segna il via ufficiale a questa nuova realtà in cui ogni scuola mantiene la propria autonomia, ma con la Federazione nasce una governance comune - un unico consiglio di amministrazione, un unico collegio dei revisori e un unico nucleo di valutazione - che punterà a sviluppare le sinergie e le iniziative comuni. Tra l’altro nei futuri progetti c’è l’idea di aprire anche una “succursale” a Napoli con una alleanza con l'università Federico II che potrebbe metterci sede e altre risorse. Il progetto di una Scuola superiore meridionale è allo studio con i corsi che dovranno rispettare gli stessi criteri di eccellenza della Scuole d’eccellenza: severa selezione all’ingresso degli studenti e voti alti da rispettare durante gli studi.


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