Studenti e ricercatori

Tornare a casa per le elezioni costa troppo: «Voto reso impossibile a 400mila studenti fuori sede»

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«E' inaccettabile che più di 400.000 studenti e studentesse fuori sede siano costretti a pagare prezzi esorbitanti per i biglietti di aerei, treni e traghetti per tornare nella città di residenza e poter esercitare il proprio diritto di voto. Spesso gli studenti scelgono di acquistare mesi prima un biglietto di un treno o sperare in un volo low cost per evitare di assistere all'aumento del prezzo, che, comunque già supera spesso i cento euro per l'andata e il ritorno», dichiara Andrea Torti coordinatore nazionale di Link - Coordinamento universitario.


Per permettere a migliaia di studenti e studentesse di votare - è scritto in una nota dell’associazione - in queste settimane, abbiamo richiesto in tutti gli atenei il blocco della didattica per il giorno successivo al voto, di modo che tutti possano avere tempo di tornare nella città dove studiano, spesso molto lontana, senza rischiare di perdere lezioni ed esami.
La sospensione della didattica da parte degli atenei però non basta. Già lo scorso autunno avevamo richiesto, insieme alla campagna “Io voto fuori sede”, una modifica alla legge elettorale che permettesse a lavoratori e studenti di votare in mobilità, senza essere costretti a tornare nella città di residenza, tuttavia non siamo stati ascoltati, prosegue il comunicato degli studenti.


«Oggi è necessario che gli studenti e le studentesse non siano costretti ad affrontare spese che potrebbero vincolare la scelta di tornare o meno a votare. Riteniamo necessario che il ministero dell'Interno non solo emani immediatamente le direttive per i viaggi scontati nell'immediato ma che garantisca i mezzi di trasporto gratuiti a tutti gli studenti e le studentesse», conclude Andrea Torti


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