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Summer school in Europa: gli atenei giocano d’anticipo

di Valeria Uva

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Iscrizioni già aperte nelle università europee per le summer school 2018. L’offerta è molto ampia: dalle prestigiose università inglesi alle dinamiche realtà olandesi fino alle più giovani accademie dell’Europa dell’Est la maggior parte delle università, archiviati corsi ed esami, in estate apre le porte (e i campus) agli stranieri per seminari, corsi intensivi o di preparazione alla carriera universitaria.

La lingua «universale» delle accademie è l’inglese, ma non mancano le alternative soprattutto per chi vuole approfittare delle vacanze estive proprio per perfezionarsi in un altro idioma.

I portali sono ancora in aggiornamento, ma sono presenti già centinaia di schede di descrizione dei corsi. Si possono fare ricerche mirate, selezionando il paese preferito, la durata, il costo, l’area di approfondimento e il numero dei crediti riconosciuti.

Le iscrizioni si sono appena aperte e si concludono in genere tra maggio e giugno, ma chi si iscrive prima spesso può ottenere sconti o borse di studio.

Le proposte sono diverse: si parte dai corsi per i «principianti» pensati per dare un assaggio della realtà universitaria, rivolti quindi ai ragazzi al di sotto dei 18 anni. Le blasonate università del Regno unito sono specializzate in questo campo e aprono le porte agli studenti già dai 15-16 anni con seminari orientativi di legge, medicina, ingegneria ed economia, che però spesso presentano un costo elevato. Ad esempio il King’s college di Londra organizza ogni anno una Pre-university summer school aperta ai ragazzi dai 16 ai 18 anni appena diplomati. Altre esperienze di questo tipo si possono fare a Cambridge e Oxford. Mentre a Edinburgo, in Scozia, è possibile frequentare un corso pre-universitario interdisciplinare con lezioni di economia, sociologia e politiche sociali per chi non ha ancora deciso quale facoltà scegliere.

Ancora più ampia l’offerta per gli studenti già immatricolati o gli iscritti a master o i laureati di primo livello. Soltanto ad Utrecht in Olanda sono più di 220 i corsi estivi, di solito con un taglio interdisciplinare e con esercitazioni pratiche. È il caso dei 4 giorni che indagano i rapporti tra “Giurisprudenza e e sostenibiltà”, tra gli altri.

Trasversale è anche l’offerta dell’università della Catalogna: il seminario di Business innovation si svolge in parte a Barcellona e in parte a Colonia. C’è chi ha pensato alle donne per farle avvicinare alle materie Stem (science, technology, engeneering and mathematics): come l’accademia internazionale di ingegneria per le donne dell’università di scienze applicate dell’Alta Austria, 15 giorni di lezioni teoriche e pratiche che spaziano dall’ingegneria, all’informatica e alle scienze naturali riservati a ragazze dai 18 ai 25 anni,che danno diritto a 4 crediti.

Ma anche alcune università italiane hanno da tempo varato programmi estivi in inglese, sfruttando la ricchezza di testimonianze storiche e culturali del nostro Paese. Così ad esempio la facoltà di chimica di Pisa offre un seminario di una settimana sulle tecniche di conservazione del patrimonio culturale. Mentre a Bologna si può approfondire lo studio di greco e latino.

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