Studenti e ricercatori

Il bonus ricercatori da 3mila euro azzerato dopo solo un anno

di Mar.B.

Dopo aver smontato le «cattedre Natta» - la chiamata diretta di 500 prof lanciata dall’ex premier Renzi per attrarre i migliori cervelli- il Governo svuota in extremis anche il fondo che assegna un bonus premialeda 3mila euro all’anno a i15mila ricercatori e giovani docenti più produttivi.

L’ultima legge di bilancio ha infatti dato il colpo di grazia al cosiddetto «Ffabr», Fondo di finanziamento delle attività base di ricerca, lasciando le briciole per quest’anno (2 milioni) e azzerando le risorse dal prossimo anno. Il Fondo era nato con la manovra dell’anno scorso che aveva stanziato 45 milioni all’anno per finanziare appunto un bonus da 3mila euro da far spendere ai ricercatori degli atenei liberamente per attività di ricerca e di formazione (dall’acquisto di un computer o di uno strumento per il lavoro alla partecipazione a un convegno). L’obiettivo della misura era quello di assegnare 15mila mini-finanziamenti, su una potenziale platea di 37mila beneficiari, con il 75% dei fondi riservato ai ricercatori e il 25% ai docenti di seconda fascia, quelli più giovani. A pesare sulla graduatoria finale per assegnare i fondi un indicatore della produzione scientifica del ricercatore calcolato dall’Anvur, l’Agenzia di valutazione dell’università e della ricerca, sulla base dei dati disponibili per l’ultimo triennio. Le risorse però da quest’anno e per il futuro sono state azzerate. Prima con la manovra correttiva di aprile 2017 (che ha sottratto i primi 10 milioni) e poi con la legge di bilancio di quest’anno che ha fatto il resto per finanziare le borse di studio degli studenti e aumentare il valore delle borse dei dottorati. Va detto che la misura - come quella sulle cattedre Natta - non era stata accolta bene da tutto il mondo accademico. Ma al contrario delle chiamate dei superprof che non sono mai decollate (il Dpcm con le regole è fermo da un anno) il «Ffabr» ha debuttato a fine dell’anno scorso quando sono stati assegnati 9.466 bonus, meno dei 15mila disponibili. I meccaimsi di selezione e la bassa adesione (ha fatto domanda solo il 46% della potenziale platea) hanno lasciato inutilizzate un terzo delle risorse. Ma invece di rivedere il meccanismo il Governo e la maggioranza in Parlamento ha scelto il colpo di spugna.



© RIPRODUZIONE RISERVATA