Studenti e ricercatori

L'Unione Europea stanzia 666 milioni per ricerca e innovazione in campo medico sanitario

di Roberto Nicchi

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Parlando di ricerca il riferimento all'ambito medico sanitario risulta essere più che immediato. Molte sono le aspettative rivolte nel progresso del settore sia in termini di cure innovative che di miglioramento della qualità della vita. Aspettative a cui l'Unione Europea cerca di rispondere, tramite il programma quadro Horizon-2020, investendo ben 666 milioni di euro per l'apertura di due call. La prima, con 443 milioni di budget, è incentrata sul miglioramento della sostenibilità del sistema in essere, la collaborazione internazionale ed il sostegno all'industria di comparto. La seconda invece, per la quale sono stati stanziati circa 223 milioni, è atta a stimolare iniziative di medicina innovativa.


Collaborazione internazionale e crescita industriale, fondi per 443 milioni
Sono ben 22 i topic che si sono attivati con l'apertura, avvenuta lo scorso 7 novembre, della call H2020-SC1-BHC-2018-2020 appartenente al pilastro “Societal Challenges” di Horizon-2020. Di questi solo uno, dedicato alla ricerca sulle malattie infettive, è suddiviso in due step con relative deadline fissate al 6 febbraio e al 4 settembre 2018. Per tutti gli altri campi di ricerca il termine ultimo per l'invio delle richieste di partecipazione è invece quello del 18 aprile 2018. Tante le tematiche messe a disposizione dei ricercatori che dovranno cercare di conciliare la necessità di migliorare le condizioni di salute, sia attuali che in fase di invecchiamento, della popolazione con nuovi sistemi previdenziali sostenibili e lo sviluppo industriale. Seppur solitamente il confronto internazionale in ambito scientifico si risolve in una vera e propria sfida per l'ottenimento del primato in un dato ramo di studi, in questo caso la realtà dei fatti viene completamente stravolta. Diversi sono infatti i topic rivolti a chi fosse intenzionato a proporre progetti per il rafforzamento della collaborazione con altre nazioni quali Sud America, Canada, Russia e Cina. Tale apertura assume una maggior valenza nel caso degli Stati Uniti, specialmente in seguito all'ammissione dei ricercatori comunitari ai programmi del “National Institutes of Health”. Tra le possibili argomentazioni messe a disposizione dei candidati grande rilevanza viene riconosciuta allo sviluppo di sistemi di prevenzione e diagnosi, anche attraverso approcci stratificati e l'utilizzo della tossicologia predittiva. Lo scopo principale è quello di limitare il propagarsi di malattie infettive e di rafforzare la lotta alle malattie rare, od orfane di cura, per mezzo di approcci terapeutici innovativi basati su tecnologie mediche avanzate. Fondamentale risulterà anche la condivisione e l'analisi dei dati medici a livello globale per migliorare le prospettive di vita in salute dell'intera popolazione. Tra gli altri temi interessati dalla call troviamo l'innovazione industriale, lo sviluppo della “medicina personalizzata” e la decodifica dell'ambiente e dei cambiamenti climatici.


Stanziati 223 milioni per le “Medicine innovative”
Si sono aperte il 30 novembre, invece, le iscrizioni ai 15 topic a doppio stage concernenti la call H2020-JTI-IMI-2017-13-TWO-STAGE, operante sempre sotto il pilastro “Societal Challanges” di H2020. Le deadline da tenere in considerazione sono quelle del 28 febbraio e del 6 settembre 2018. Alla costituzione del budget stanziato per il bando hanno contribuito, per oltre 106 milioni di euro, le società facenti riferimento alla “Federazione Europea delle Associazioni e delle Industrie Farmaceutiche” (EFPIA) ed altri partner IMI2. La restante parte dell'importo è invece fonte di finanziamento diretto da parte dell'impresa comune IMI2. Ovvero della partnership tra l'Unione europea e l'industria farmaceutica comunitaria atta a realizzare una ricerca collaborativa e a far accelerare l'accesso dei pazienti ai medicinali personalizzati. I beneficiari delle sovvenzioni messe in essere potranno essere organismi di ricerca, startup, grandi e piccole-medie imprese. Potranno essere inviate proposte di progetto indirizzate allo sviluppo di vaccini, medicinali e trattamenti di nuova generazione per contrastare diabete, patologie neurodegenerative, cardiovascolari ed oncologiche. Nel particolare verranno apprezzate, in fase di accettazione delle richieste di finanziamento, le proposte relative all'applicazione di cellule staminali pluripotenti e all'implementazione di tecniche di “immunoprofiling” per lo studio del microambiente dei tumori. Lo sforzo dei ricercatori potrà inoltre essere volto a migliorare il coordinamento tra i settori industriali e a regolamentare le sperimentazioni cliniche per renderle più affidabili e veloci. In questa accezione si potrà proporre la realizzazione di programmi pilota tramite cui generare dati clinici e preclinici da poter riutilizzare in ambiti medici diversificati.


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