Pianeta atenei

Atenei: ai prof 2.500 euro una tantum con il fondo Natta

di Marzio Bartoloni

Per 35-40mila professori universitari la legge di bilancio annuncia un Natale generoso per le buste paga. Non solo la conferma dell’avvio degli scatti biennali al posto degli attuali triennali a partire dal 2020 con la novità di peso che saranno assegnati a tutti e non più solo a una parte degli accademici in base a «criteri premiali», come era previsto nella versione della manovra approvata al Senato e modificata ieri in commissione Bilancio della Camera. Ma per compensare almeno parzialmente professori e ricercatori del blocco degli stipendi subito dal 2011 al 2015 è in arrivo una “una tantum” compresa tra i 2.572 euro e i 2.250 da spalmare in due rate: la prima nel 2018 per un valore tra 1250 e 1429 euro e la seconda tra i 1000 e i 1.143 euro.

L’emendamento approvato in commissione - che ne recupera uno simile presentato al Senato dal responsabile Pd università e ricerca Francesco Verducci - attinge tra l’altro le risorse dal Fondo per le «Cattedre Giulio Natta» introdotto dalla manovra di due anni fa e “benedetto” direttamente dall’allora premier Matteo Renzi con l’obiettivo di finanziare ogni anno 500 chiamate dirette dei migliori cervelli dall’estero o dall’ Italia. Questo Fondo per il merito però non è mai decollato anche per la netta opposizione del mondo accademico in larga parte contrario a un percorso straordinario per accedere alla cattedra rispetto all’iter normale (abilitazione e poi concorso locale). Ora quelle risorse (circa 75 milioni all’anno) saranno in buona parte utilizzate per rendere più pesanti gli stipendi di chi una cattedra già ce l’ha. Decretando almeno per i prossimi due anni l’addio a questo progetto per chiamate di super cervelli dedicato al nostro (ultimo) premio Nobel per la chimica e maldigerito dal mondo accademico.

Questo ristoro parziale del blocco degli stipendi insieme al nuovo regime di scatti biennali dal 2020 che sarà erga omnes arriva qualche mese dopo il clamoroso sciopero degli esami proclamato da oltre 11mila docenti universitari che hanno cancellato il primo appello della sessione autunnale. Nel mirino della protesta del «Movimento per la dignità della docenza universitaria» era finito in particolare proprio il blocco prolungato degli stipendi e la soluzione trovata dal Governo dovrebbe accontentare almeno parte delle richieste e scongiurare forse un nuovo sciopero degli esami previsto per l’appello invernale.

L’una tantum in particolare sarà destinato ai docenti, ancora in servizio alla data di entrata in vigore della legge di bilancio, che hanno maturato nel periodo 2011-2015 una classe stipendiale e che, a causa del blocco degli scatti, non l’ha più maturata. La relazione tecnica dell’emendamento stima che la platea di riferimento sia compresa tra 35mila e 40mila docenti, a cui sarà attribuito come detto una somma in due anni compresa tra i 2572 e i 2.250 euro. La cifra varia in relazione appunto alla classe stipendiale che i prof avrebbero potuto maturare nel periodo di blocco e in base ai criteri che saranno definiti con un successivo decreto ministeriale.

Tra le novità dell’ultima ora del pacchetto di emendamenti sull’università - a parte quello sostanzioso sulla scuola (su cui veda l’altro articolo in pagina) - c’è anche l’innalzamento al 40% dei fondi (270 milioni ogni 5 anni) che i dipartimenti di eccellenza dovranno destinare all’assunzione di giovani ricercatori. In pista anche le risorse per la statizzazione degli Afam (accademie e conservatori) e per la stabilizzazioni del personale docente precario.

Sempre alla Camera, su proposta del Governo, è stato inserito, come annunciato nei giorni scorsi dalla ministra dell’istruzione Valeria Fedeli, un emendamento a tutela delle ricercatrici a tempo determinato in maternità: a partire dal 2018, si prevede l’istituto della sospensione della durata massima dei contratti a termine durante il periodo di astensione obbligatoria di maternità, prorogando il termine di scadenza per un periodo pari a quello dell’astensione obbligatoria. «Le ultime novità sono un altro importante tassello, un altro segnale significativo per i nostri settori, per tutta la filiera della conoscenza. L’investimento che stiamo facendo riguarda il futuro delle nuove generazioni e anche del sistema Paese», ha spiegato ieri la ministra Fedeli.


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