Studenti e ricercatori

Economia circolare, città sostenibili e salvaguardia ambientale. Arrivano 220 milioni dai bandi Ue

di Roberto Nicchi

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Le tematiche “green” sono spesso fonte di frizioni politiche di respiro internazionale. Non sempre gli obiettivi ed i dettami stabiliti dalle Nazioni Unite su queste argomentazioni vengono considerati efficaci o indispensabili. L'Unione Europea, dal canto suo, rimane fedele alle direttive Onu proseguendo il suo cammino verso la salvaguardia dell'ambiente grazie alla sperimentazione di nuovi modelli di sviluppo sostenibile e traendo ispirazione dai principi dell'economia circolare. A tale scopo, lo scorso 7 novembre, nell'ambito del programma quadro Horizon-2020, si sono aperte le iscrizioni a 15 topic a doppio stage relativi alla call H2020-SC5-2018-2019-2020. Le deadline stabilite sono quelle del 27 febbraio e del 4 settembre 2018 per un budget complessivo di 220 milioni di euro.


In arrivo 140 milioni per economia circolare ed utilizzo materie prime
Il guadagno derivato dall'innovazione tecnologica in campo industriale non si deve declinare solo dal punto di vista economico ma anche ambientale. Ogni forma di progresso deve essere indirizzata alla realizzazione e al consolidamento di un'economia circolare in cui gli scarti di alcune industrie possano diventare le materie prime di altre. Il fine ultimo, in sintonia con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg) delle Nazioni Unite, è quello di arrivare all'azzeramento dei “rifiuti industriali”. I ricercatori che vorranno muoversi in questa direzione dovranno quindi cercare di combinare forti motivazioni ambientalistiche con logiche e modelli industriali particolarmente convincenti. Potranno essere presentati progetti indirizzati alla rimozione di sostanze pericolose e contaminanti dalle materie prime secondarie e alla programmazione di test sull'obsolescenza prematura dei prodotti industriali. Come anche progetti di pianificazione urbanistica a medio termine per “città circolari” e rigenerative. Per l'attuazione di tale modello economico-industriale risulterà fondamentale la gestione oculata delle materie prime. Ai candidati sarà quindi chiesto di progettare tecnologie innovative per il recuperato avanzato dei sottoprodotti e di teorizzare sistemi di trattamento, riutilizzo, riciclaggio e recupero sostenibili. Le proposte presentate dovranno coinvolgere anche le industrie, le autorità pubbliche ed i cittadini in veste di utenti finali consapevoli e responsabilizzati.


Stanziati 29 milioni per l'innovazione nel settore idrico
Un discorso a parte deve essere intrapreso in merito alla gestione e all'utilizzo delle risorse idriche. Le maggiori problematiche sono quelle relative all'altalenante disponibilità di questa risorsa a seguito dei cambiamenti climatici e alla molteplicità dei suoi utilizzi nella sfera industriale, energetica, agricola e della produzione alimentare. I candidati interessati a operare in questo ramo di studi dovranno concentrarsi nel trovare soluzioni e modelli di governance multisettoriali basati su tecnologie digitali da applicare sia in Europa che nel resto del mondo. Specialmente nell'attuazione dei rapporti di cooperazione idrica tra l'Ue e l'India indirizzati non solo al miglioramento della qualità e delle possibilità di accesso all'acqua potabile, ma anche all'efficienza del trattamento delle acque reflue.


Urbanizzazione sostenibile
e valorizzazione dei beni naturali e culturali, 51 milioni

Le città non devono essere considerate esclusivamente come degli agglomerati urbani ma anche come dei veri e propri centri di innovazione tecnologica e sociale in grado di affrontare e trovare soluzioni alle moderne sfide globali. Partendo da tali presupposti i ricercatori dovranno puntare al rafforzamento della cooperazione internazionale per giungere al traguardo di una urbanizzazione sostenibile basata sul rispetto dell'ambiente circostante. La valorizzazione dei beni naturali e culturali potrà essere perseguita dai partecipanti alla call attraverso tre diverse modalità. Nel primo caso risulterà fondamentale l'osservazione della Terra per mezzo di sistemi a copertura globale, operanti nell'ambito dell'iniziativa “EuroGEOSS”, al fine di analizzare i cambiamenti del nostro pianeta ed individuare eventuali criticità. Una seconda via è rappresentata dalla possibilità di sviluppare soluzioni in grado di migliorare la prevedibilità dei terremoti e la capacità di lanciare allarmi in caso di imminenti catastrofi. Risulterà quindi indispensabile potenziare la capacità di valorizzazione dell'ecosistema e della biodiversità da parte sia delle autorità che del settore privato al fine di integrare tali valori nei relativi processi economici e decisionali. In ultimo potranno essere avanzate proposte relative alla tutela del patrimonio culturale. Bene unico e insostituibile ma fin troppo spesso non adeguatamente salvaguardato in caso di catastrofi ambientali.


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