Studenti e ricercatori

Altri 60 milioni in arrivo per gli stipendi dei prof, risorse anche a borse e dottorandi

di Marzio Bartoloni

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Il Governo invia un nuovo segnale ai docenti universitari. Dopo la trasformazione degli scatti di stipendio da triennali a biennali - con gli effetti economici che partiranno però solo dal 2020 per un costo a regime di 150 milioni l’anno - la legge di bilancio potrebbe stanziare altri 60 milioni con un emendamento che potrebbe essere già votato oggi in commissione bilancio. E poi in arrivo altre risorse per le borse di studio e i dottorandi. Più in bilico l’approvazione di un emendamento per l’assunzione dei ricercatori precari che vale 50 milioni all’anno per tre anni.

Altri fondi per gli stipendi dei prof
Un emendamento a firma di Francesco Verducci (responsabile università e ricerca del Pd) che dovrebbe avere il placet del Governo stanzia subito nuovi fondi da versare ai professori universitari come “una tantum” per ristorarli almeno parzialmente del blocco degli stipendi subito dal 2011 al 2015. Un blocco che nei mesi scorsi è finito al centro di un clamoroso sciopero degli esami durante l’appello autunnale a cui hanno aderito oltre 11mila docenti. Secondo la bozza di emendamento, se sarà approvato, il Governo avrà tempo 45 giorni attraverso un decreto del Miur per indicare criteri e modalità per ripartire le risorse tra gli atenei e selezionare i destinatari dell’intervento «secondo criteri di merito accademico e scientifico». Per trovare le risorse si attingerà al Fondo per le Cattedre Natta introdotto due anni fa dalla manovra per finanziare ogni anno 500 chiamate dirette dei migliori cervelli dall’estero o dall’Italia. Il Fondo però non è mai decollato anche per la forte opposizione del mondo accademico contrario a un percorso straordinario per accedere alla cattedra rispetto all’iter normale (abilitazione e poi concorso locale). Ora quelle risorse (circa 75 milioni all’anno) saranno in buona parte utilizzate per rendere più pesanti gli stipendi di chi una cattedra già ce l’ha.

Le altre modifiche
In arrivo anche risorse aggiuntive per le borse di studio - 20 milioni che si sommano ai 10 milioni già stanziati dalla legge di bilancio -  e cinque milioni in più (rispetto ai 15 già finanziati in manovra) per adeguare le borse dei dottorandi. Per le coperture le bozze di emendamenti prevedono che le risorse siano trovate per 8 milioni dal Fondo delle Cattedre Natta e per altri 12 milioni - che diventano 20 dal 2019 -attingendo ai fondi delle superborse di studio per i meritevoli (introdotte come con le Cattedre Natta con la manovra del 2015 e mai decollate) e altri 15 milioni (10 per il diritto allo studio e 5 per i dottorandi) tagliando per la stessa cifra il Fondo - entrato anch’esso con la manovra di due anni - destinato a finanziare con un bonus di 3mila le attività di base dei ricercatori. Sempre a prima firma di Verducci c’è anche un emendamento che vuole regolarizzare almeno parte dei tanti precari degli enti di ricerca stanziando 50 milioni all’anno per tre anni. Ma in questo caso l’approvazione è più in bilico rispetto alle altre modifiche.

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