Pubblica e privata

Milano sempre più leader nelle scienze della vita

di Giovanna Mancini

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Nei giorni più caldi per l’aggiudicazione della sede dell’Agenzia europea del farmaco (Ema), Milano mette a segno un nuovo obiettivo nel percorso per diventare capitale delle scienze della vita e della sanità in Italia e in Europa. Dopo 18 mesi di lavori e con un investimento di circa 100 milioni di euro (interamente con finanziamenti privati), l’Humanitas University di Rozzano ha inaugurato ieri, in occasione dell’avvio dell’anno accademico, il nuovo Campus universitario che ospiterà i 1.200 studenti (il 44% dall’estero) dell’ateneo dedicato alle Life Sciences, nato tre anni fa a integrazione dell’ospedale e del centro di ricerca. La struttura (tre edifici per un totale di 25mila mq) comprende aule hi-tech, laboratori, biblioteca digitale e residenza per gli allievi.

Un «punto di incontro tra clinica, insegnamento e ricerca», lo ha definito il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia di apertura, che ben rappresenta le caratteristiche di una città che ha l’ambizione di porsi come punta di eccellenza nel panorama internazionale della ricerca. Accanto a questa “cittadella della salute” che si va definendo a Rozzano, il capoluogo lombardo e il suo hinterland ospitano infatti diversi poli all’avanguardia nel settore, molti dei quali in corso di riprogettazione, ampliamento o costruzione, tra cui la Città della Salute di Sesto San Giovanni e lo sviluppo dell’ex area Expo attorno allo Human Technopole (si veda articolo a destra).

L’importanza della ricerca, ha detto il capo dello Stato «è prioritaria. E questo basta a capire l’esigenza indifferibile di sostenerla in tutti i modi, organizzativi e finanziari». A Milano, e in Lombardia, questo sostegno si fonda su un modello di collaborazione tra pubblico e privato che rappresenta un unicum nel Paese e che solo «può garantire le risposte e le soluzioni adeguate alle sfide che attendono la ricerca medica dei prossimi anni», ha detto il presidente di Humanitas Gianfelice Rocca nel suo intervento. «I risultati raggiunti da Humanitas nei suoi vent’anni di vita, e la nascita del nuovo Campus, non si sarebbero potuti realizzare senza l’ecosistema che si è sviluppato in Lombardia», ha aggiunto Rocca. Un ecosistema che «è insieme competitivo e collaborativo: riesce a utilizzare al meglio le energie private per rispondere a esigenze pubbliche». Attrarre investimenti privati per rispondere a bisogni pubblici è del resto la mission principale dell’intero progetto Humanitas, ha ricordato Rocca.

Anche il sindaco della città, Giuseppe Sala, ha salutato il nuovo Campus come «un pezzo ulteriore della rete di sviluppo scientifico e civile che stanno contribuendo a fare di Milano una capitale della ricerca e una risorsa unica per l’intero Paese». Tanto più se si considera, ha aggiunto Sala, che «non si tratta di un fiore nel deserto, ma di un’eccellenza che si inserisce in un ecosistema già molto dinamico». Oggi Milano ha 13mila studenti stranieri nelle proprie università, 3mila imprese multinazionali e 750 imprese ad alta innovazione. Quattro sono gli atenei dedicati in modo specifico alle scienze mediche, mentre 56 sono le facoltà di medicina o di discipline affini sul territorio; 17 i centri scientifici ospedalieri e 32 i centri di ricerca.

È questo il contesto che rende forte la candidatura di Milano a ospitare la sede di Ema, ha detto il sindaco, sottolineando l’importanza del gioco di squadra svolto da tutte le istituzioni e dai privati. Anche il Presidente Mattarella ha messo l’accento su questo impegno comune che «è già un successo – ha detto –. Speriamo che il successo sia pieno, ma già questa convergenza rappresenta un passo avanti per il protagonismo di questa città in Europa».

Sulla stessa linea il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, che ha ricordato la vocazione dell’intero territorio regionale all’innovazione: ben sette Irccs lombardi si collocano tra i primi dieci istituti per qualità delle prestazioni. La regione conta inoltre il 50% delle sperimentazioni cliniche in Italia ed è al secondo posto nell’Unione europea per produzione farmaceutica.

Su fronte degli investimenti pubblici, il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda ha poi sottolineato il ruolo cruciale, per la crescita del Paese, delle scienze della vita, un settore più che mai coinvolto nella rivoluzione tecnologica e digitale che interessa tutta la manifattura italiana. Di qui, ha detto il Ministro, la necessità di «una politica settoriale come già avvenuto per Industria 4.0». Un compito che spetterà ormai al prossimo governo, ma che è «necessario e urgente».


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