Pubblica e privata

Le nuove sfide della città intelligente

di Andrea Biondi

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Energia, manifattura 4.0, agricoltura, mobilità. Forte della sua etichetta di citta “più smart” d’Italia – almeno questo è il bollino attribuito da vari rapporti, dall’ICity Rate 2017 allo Smart Cities Index 2017 costruito sulla base dei dati raccolti da EasyPark – Milano in questi giorni si presenta, nella sua veste di “città intelligente” allo Smart City Expo World Congress di Barcellona.

Riqualificazione energetica, manifattura hi-tech e agricoltura innovativa sono i tre assi che Milano intende calare sul tavolo. «Sono diversi anni che partecipiamo all’evento di Barcellona. Fa tutto parte di un percorso per costruire occasioni di attrazione di investimenti», spiega Cristina Tajani, assessore a Politiche per il lavoro, Attività produttive e Commercio al Comune di Milano.

Nell’ultimo triennio l’amministrazione ha comunicato di aver realizzato oltre 70 progetti “smart”, per un valore di 200 milioni, finanziati con risorse interne ed esterne. Fra i progetti, portati all’attenzione all’Expo di Barcellona, c’è “Openagri”, grazie al quale Milano si è aggiudicata 6 milioni di finanziamenti Ue per lo sviluppo di un polo agricolo d’eccellenza nell’area di “Porto di Mare”, ai confini della frangia urbana tra il Parco Agricolo Sud Milano e il quartiere Mazzini. Altro progetto: “Sharing Cities”, con un investimento di circa 9 milioni in quattro anni per arrivare al primo quartiere a basso impatto energetico tra i rioni Ripamonti-Vettabbia. «Si tratta di un progetto – chiarisce l’assessore Tajani – finanziato con risorse europee che prevede la totale riqualificazione energetica di stabili pubblici e privati per quasi 40mila mq e lo sviluppo di mobilità elettrica sperimentale come il car sharing di condominio».


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