Studenti e ricercatori

Stipendi docenti universitari, sì a odg per anticipare gli scatti al 2015

di Mar.B.

È stato approvato in commissione Bilancio un ordine del giorno alla legge di Bilancio che impegna il governo a riconoscere lo scatto stipendiale ai docenti universitari rimuovendo il blocco a partire dal 1 gennaio 2015.

L’ordine del giorno è stato presentato dalla senatrice del Movimento 5 Stelle Manuela Serra, prima firmataria. «Da tempo il M5S sta facendo una battaglia in Parlamento - spiega la Serra - per sbloccare questa situazione, è una questione di equità tra il personale della pubblica amministrazione. Lo sblocco degli stipendi dei dipendenti della pubblica amministrazione avvenuto durante il governo Renzi ha lasciato fuori i docenti universitari che hanno avuto lo sblocco solo dal 1° gennaio del 2016. I professori e i ricercatori di tutti gli atenei italiani continuano, inspiegabilmente, a subire le conseguenze e i disagi di tali scelte politiche scellerate che non trovano ragione alcuna». La manovra prevede per 48mila professori universitari (tra ordinari, associati e ricercatori a tempo indeterminato) aumenti di stipendio in tempi più rapidi rispetto al passato con scatti biennali e non più triennali come in passato. In particolare la norma sugli scatti biennali che sblocca gli aumenti dopo lo stop del passato, al centro di una protesta negli atenei dove circa 11mila prof e ricercatori hanno aderito a un clamoroso sciopero degli esami, prevede in particolare che il nuovo regime scatti con «decorrenza dalla classe stipendiale triennale successiva a quella in corso al 31 dicembre 2017 e conseguente effetto economico a decorrere dall'anno 2020».


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