Studenti e ricercatori

Alleva (Istat): donne più studiose, ma indietro su lavoro

di Claudio Tucci

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«Le donne nel nostro paese sono mediamente più istruite degli uomini», ma i loro tassi di
occupazione «sono ancora molto bassi». Così il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, in audizione in commissione Affari Costituzionali alla Camera, per l’indagine conoscitiva sulla
parità di genere. La causa di questo “gap” per Alleva «sta nella bassa condivisione tra i componenti della famiglia della gestione dei tempi di lavoro e cura».

I numeri
Nel dettaglio, per le donne la quota di 30-34enni con un titolo di studio universitario è al 32,5%, contro il 19,9% degli uomini. Inoltre, rileva l’Istat, la fetta di donne italiane laureate in discipline tecnico-scientifiche è «molto simile» a quella media europea. Ma sul fronte lavoro i risultati ancora non si vedono: seppure va meglio rispetto al passato nel 2016 il divario tra i tassi di occupazione, femminile e maschile, pone l’Italia in fondo alla classifica Ue (fa peggio solo la Grecia).

Il ruolo che le donne rivestono tra le mura domestiche ha il suo peso. Rispetto agli uomini, rileva Alleva, «presentano anche una maggiore quota di sovraccarico tra impegni lavorativi e familiari: più della metà delle donne occupate (54,1%) svolge oltre 60 ore settimanali di lavoro retribuito e/o familiare (46,6% gli uomini)». Passando dall’abitazione al posto di lavoro, nel 2015, fa presente l'Istat, il reddito guadagnato dalle donne è in media del 24% inferiore ai maschi (14.482 euro rispetto a 19.110 euro)». Almeno, si fa notare, «tale differenza è diminuita dal 2008, quando era del 28%».


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