Studenti e ricercatori

In ballo 15 milioni per abolire tasse e adeguare la borsa dei dottorandi

di Mar.B.

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Ancora non è sicuro che nel testo definitivo ci saranno le risorse. Ma la richiesta dal Miur è arrivata: 15 milioni da destinare ai dottorandi. I fondi dovrebbero servire ad abolire le odiate tasse sulle borse e anche a ritoccare verso l’alto l’importo delle stesse borse.

Se gli stanziamenti saranno confermati potrebbe concretizzarsi un doppio beneficio per i dottorandi: i fondi infatti sarebbero destinati all'abolizione delle tasse e all’adeguamento dell'importo minimo della borsa di dottorato, per compensare l’erosione dovuta all’aumento delle aliquote contributive Inps sulla gestione separata, passate in pochi anni dal 27% al 33%, fino ad arrivare al 34% nel 2018. L’aumento della borsa di dottorato dovrebbe assestarsi - secondo le previsioni dell?Ado, l’associazione dei dottornadi e dottori di ricerca - tra i 40 e i 50 euro mensili. Nelle decine di università dove ai dottorandi borsisti è richiesto il pagamento di tasse, i giovani ricercatori risparmierebbero una cifra variabile tra i 25 e i circa 200 euro mensili, in base alla quota di tassazione prevista. «Se la scelta di destinare maggiori fondi al dottorato dovesse essere confermata assisteremmo ad una prima, decisa, inversione di tendenza nelle politiche sull’università», commenta Giuseppe Montalbano, segretario nazionale Adi. Che aggiunge: «Sebbene questa legge di bilancio preveda fondi aggiuntivi per la ricerca, la strada per ripristinare la normalità nel sistema universitario italiano è ancora lunga». Con la campagna «La Borsa e la Vita» Adi nei mesi scorsi ha chiesto al governo l'abolizione delle tasse sui dottorandi borsisti, la previsione del budget per periodi di soggiorno all'estero anche per i dottorandi senza borsa, l’adeguamento dell’importo minimo della borsa, agganciandolo al minimale contributivo Inps e la copertura di tutti i posti a bando con borsa di studio.


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