Pubblica e privata

Ricerca, Politecnico e Mit di Boston consolidano l’alleanza

di Giovanna Mancini

Una collaborazione che prosegue da 12 anni e che proprio in questa sua continuità e nella proiezione sul lungo termine ha il suo valore principale. Perché è solo sul lungo termine che i progetti di ricerca possono dare risultati validi dal punto di vista scientifico, come spiega Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano, ateneo che dal 2005 ha avviato una partnership con il Mit di Boston, grazie al sostegno della Fondazione Fratelli Agostino ed Enrico Rocca. In questi 12 anni sono stati avviati 130 progetti per un totale di circa 136 soggetti coinvolti, tra studenti, dottorandi e ricercatori, e circa 3 milioni di euro investiti.

Finanziamento aggiuntivo di 50mila euro
Per quest’anno la Fondazione ha deciso di stanziare un finanziamento aggiuntivo di 50mila euro, che si sommano ai 280mila euro annui già stabiliti per il periodo 2015-2020. L’obiettivo, spiega il presidente del gruppo Techint, Gianfelice Rocca, è garantire «un più stretto rapporto di collaborazione tra i dipartimenti e i laboratori dell’ateneo da cui provengono i fellows selezionati, e la ricerca nell’università statunitense». Il finanziamento coprirà infatti i «Travel Grants» dei docenti (referenti dei fellows) del Politecnico di Milano, consentendo loro una presenza più assidua al Mit.

Coinvolte le aree disciplinari dell'ingegneria
Le discipline interessate dal «Progetto Roberto Rocca» comprendono tutte le aree dell’Ingegneria, in particolare scienza dei materiali, ingegneria meccanica, fisica, ingegneria elettronica, ingegneria informatica, chimica e bioingegneria. E altri ambiti di studio potranno aggiungersi. «La possibilità di garantire questo ponte continuativo tra le due università è uno degli aspetti più interessanti del Progetto Rocca – precisa –. Per noi è un onore essere considerati, da un ateneo prestigioso come il Mit, un partner di riferimento in Europa da così tanti anni». Il Progetto Rocca ha creato e consolidato un «matching» tra le attività di ricerca delle due università, alimentando in questi anni flussi di studenti (della laurea magistrale), dottorandi e ricercatori nelle due “direzioni”, e alimentando collaborazioni su attività selezionate.

Intese con atenei esteri
«I nostri studenti e ricercatori più brillanti hanno la possibilità di arricchire la loro formazione in una delle università tecniche più famose al mondo – aggiunge il rettore –. Il supporto del Progetto consente oltretutto di creare opportunità di ricerca congiunta ai nostri dipartimenti e di potenziare le partnership internazionali del Politecnico, necessarie per crescere in un sistema universitario sempre più globale». La partnership con il Mit rientra infatti in una politica di internazionalizzazione, attiva da una 15ina d’anni, delle attività di ricerca dell’ateneo milanese, che ha in corso diverse collaborazioni con atenei esteri. Tra questi, alcuni progetti definiti “strategici”: due in Europa e quattro in Cina. Gli accordi internazionali “non Erasmus” sono però ben 525, di cui 68 nell’Unione europea, 187 nelle Americhe e 193 in Asia.


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