Pubblica e privata

G7 della Scienza: il ministro Fedeli rilancia su piattaforme e privati

di Filomena Greco

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Il G7 si focalizza sul tema della ricerca e dell’istruzione, dopo la due giorni dedicata all’innovazione e all’industria. Le delegazioni dei 7 Paesi riunite a Torino sono al lavoro da ieri in tre diverse sessioni dedicate ai temi chiave affrontati nel vertice: la formazione dei ricercatori, il finanziamento della ricerca e le grandi infrastrutture di ricerca.
Sul tavolo le due proposte del ministro Valeria Fedeli, che ha aperto i lavori della giornata: l’annuncio di nuovo gruppo di lavoro permanente sui temi della ricerca e della scienza fra i sette paesi, anche in vista della prossima presidenza del G7 in capo al Canada, e la proposta di creare piattaforme condivise di ricerca sul modello delle piattaforme tecnologiche.

L’appuntamento di Torino arriva nel pieno dello scandalo sui concorsi universitari, in un paese dove, come sottolinea lo stesso ministro, l’impegno pubblico per la ricerca è limitato e non raggiunge gli obiettivi fissati dall’Unione europea. «I meccanismi tradizionali di finanziamento pubblico della ricerca hanno mostrato seri limiti» entra nel merito il ministro. Il riferimento è ai dati Ocse che certificano come la spesa in ricerca dei Governi dei sette paesi più sviluppati tra il 2007 e il 2013 sia cresciuta del 15%, praticamente meno della metà di quanto cresciuto nel periodo precedente. «È necessario interrogarsi su come la ricerca essenziale in questa fase di passaggio possa essere efficacemente sostenuta». In Italia gli investimenti in ricerca sono a quota 1,3% del Pil, lontani dal livello europeo del 5% al 2020, e lontani anche dall’obiettivo intermedio, dice Fedeli, del 3%.

Urgente dunque la riflessione sui nuovi strumenti a sostegno della ricerca a cominciare aggiunge il ministro dal coinvolgimento dei privati. A cominciare da forme avanzate di partenariato, dalla valorizzazione degli investimenti privati per la ricerca di base e dallo sviluppo di nuove politiche integrate che ispirate al principio dell’innovazione sociale. Sullo scandalo della corruzione in relazione ai concorsi per le cattedre universitarie, il ministro sottolinea che si tratta di una malattia e non di un’epidemia per l’Italia. «Domani incontrerò il ricercatore che ha denunciato – insiste il ministro – ed entro ottobre presenteremo con il presidente dell’autorità anticorruzione le nuove regole sulla trasparenza e l’accessibilità dei concorsi universitari, frutto del lavoro degli ultimi sei mesi. Il ministero si è dichiarato parte civile nel procedimento in corso proprio perché c’è la volontà di incidere sui fenomeni».

Nel paper finale dei lavori dei ministri della Ricerca, anticipa il ministro Valeri, “ci sarà un riferimento diretto ed esplicito alla maggiore inclusione delle ricercatrici e dei ricercatori per accelerare il processo in base al quale le ragazze si avvicinano alle attività di ricerca”.
La Settimana del G7 dell’Innovazione, organizzata dalla Presidenza italiana e dedicata alle sfide globali legate alla Rivoluzione del Sistema Produttivo e di industria 4.0, si chiuderà con i lavori di domani e di sabato dei ministri del Lavoro dei Sette paesi industrializzati. Certamente il momento più delicato viste le manifestazioni di protesta annunciate a Torino.


© RIPRODUZIONE RISERVATA