Studenti e ricercatori

Il numero chiuso scricchiola ancora: stop ai test di psicologia alla Sapienza

di Marzio Bartoloni

Da Milano a Roma il numero chiuso per accedere ai corsi universitari comincia a mostrare più di una crepa di fronte alle scosse dei tribunali amministrativi. A fine agosto il Tar del Lazio aveva bocciato il numero chiuso alla Statale di Milano per le facoltà umanistiche. Ora tocca al più grande ateneo d'Europa, la Sapienza di Roma dove è stato sospeso il nuovo test di accesso a Psicologia che era stato fissato per il prossimo 5 ottobre dopo l'annullamento per alcune irregolarità della prima prova del 4 settembre scorso.

La decisione del Tar
«In seguito alla decisione unanime del Senato Accademico di fissare per il 5 ottobre il nuovo test, ci siamo adoperati - spiega l'Unione degli universitari -, in solitudine ma col sostegno degli studenti, per ottenere quanto chiesto dai partecipanti al test di cui era stata annullata la graduatoria». Il ricorso dell'Udu ha messo nel mirino - dopo il primo test di ingresso a Psicologia di inizio settembre annullato dalla Sapienza a causa della presenza di 40 domande già utilizzate in altre prove - la delibera con cui il Senato accademico aveva fissato la nuova prova per il 5 ottobre. Visti i tempi molto stretti il Tar e ricorrendo i presupposti di urgenza ha deciso di sospendere il test, dal momento che «la prima camera di consiglio, utile per la decisione collegiale, sarebbe successiva alla data fissata per la sessione di esami, prevista dopo l'annullamento di quella già espletata, con sovrapposizione ad altre sessioni di esame già indette». Dunque il Tar ha scelto per il momento di congelare il test. Mentre «per le più ampie problematiche» rispetto al tema del numero chiuso, il Tar ha spiegato che non ci sono «ragioni di urgenza tali da impedire il dilazionato esame dell'istanza cautelare alla valutazione collegiale, nella Camera di Consiglio» che è stata fissata per il 18 ottobre quando i giudici amministrativi dovranno esprimere sul merito del numero chiuso nei corsi di laurea in Psicologia alla Sapienza di Roma.

Gli studenti puntano all'effetto domino
Per gli studenti dell'Udu - che avevano già proposto il ricorso poi vinto alla Statale di Milano - è una nuova vittoria: «Ancora una volta abbiamo avuto ragione a non arrenderci di fronte al sistema ingiusto e fallace del numero chiuso». Gli studenti che hanno chiesto al rettore della Sapienza Eugenio Gaudio di aprire le porte a tutti gli studenti candidati per i 705 posti disponibili (sono 90 in più quelli che rimarrebbero esclusi), hanno annunciato di essere pronti a presentare nuovi ricorsi in altri atenei dove sono attivati test di accesso - «da Firenze a Pisa, da Torino a Palermo» - per provocare un «effetto domino» che rimetta in discussione a livello nazionale il numero chiuso. Attualmente il 40% dei corsi universitari in Italia (circa 2mila su 4.800 totali)  prevede test di ammissione. Ma se per alcune facoltà - medicina, veterinaria, architettura e le professioni sanitarie - la barriera all'ingresso è prevista esplicitamente dalla normativa nazionale (la legge 264/1999), per gli altri corsi il numero chiuso si giustifica se ricorrono alcuni specifici requisiti ( necessità di spazi per laboratori o di sistemi informatici e tecnologici, posti-studio personalizzati fino all'obbligo di i tirocini) che potrebbero non essere rispettati da altri atenei che hanno introdotto i test. Per esempio nel caso di Milano l'assenza di un numero sufficiente di docenti evocato dalla Statale non ha convinto il Tar sulla necessità di introdurre i test di ammissione per le facoltà umanistiche.


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