Studenti e ricercatori

Economia, medicina, scienze: più di 2.700 programmi al via

di Francesca Barbieri

Cresce l’offerta post-laurea: sono poco più di 2.700 i master in partenza per il prossimo accademico, tra corsi di primo livello, secondo livello, executive master ed Mba. Rispetto ai 2.500 dello scorso anno si registra un aumento di circa il 10 per cento.

L’offerta più ricca, come sempre, riguarda l’area che raggruppa economia, finanza, management, giurisprudenza, scienze politiche e sociologia, con un ventaglio di quasi 1.200 corsi. A seguire, medicina con circa 800 proposte, scienze e tecnologia conpoco meno di 400 corsi e infine i programmi dell’area umanistica (circa 350).

In questa fase in cui il tasso di disoccupazione giovanile resta oltre i livelli di guardia (più del 35%), l’idea di investire sulla propria formazione può rivelarsi vincente.

In base a un’indagine realizzata dal Consorzio interuniversitario AlmaLaurea su un campione di diplomati dei corsi di master del 2015, intervistati a un anno dal conseguimento del titolo (9mila diplomati negli atenei di Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Ferrara, Genova, Milano Bicocca, Iulm, Milano Statale, Modena e Reggio Emilia, Napoli L’Orientale, Padova, Palermo, Piemonte orientale, La Sapienza, Roma Tre, Salerno, Siena, Torino Politecnico, Venezia Ca’Foscari, Venezia Iuav) risulta occupato l’84,2% di chi ha ultimato il master, mentre il tasso di disoccupazione è al 10 per cento.

Tra gli occupati, uno su cinque ha trovato lavoro alla fine del master, mentre la stragrande maggioranza prosegue il lavoro iniziato prima di iscriversi al master (61,1%).

Il settore di attività è in prevalenza quello privato (55% dei casi), così come a “vincere” tra i contratti di assunzione è quello a tempo indeterminato (per un giovane su due).

Il ruolo del master per l’ottenimento dell’attuale lavoro? Determinante in quasi un caso tre (ma la percentuale sale al 41,9% per chi ha conseguito un master in scienze o in ingegneria), buono nel 27% dei casi, a portare oltre il 50% la quota dei soddisfatti (ruolo marginale, invece, per il 17% degli intervistati e nullo per il 26%).

Quasi tutti, in ogni caso, se tornassero indietro si iscriverebbero di nuovo al master (74%), con una percentuale di gradimento più elevata all’interno dell’area umanistica (80,7 per cento).

Ma quali criteri seguire nella scelta del master?

«È opportuno tenere conto del fatto che il percorso sia in linea con le attitudini e l’iter formativo del laureato - risponde Ivano Dionigi, presidente di AlmaLaurea - con le sue aspirazioni professionali, che preveda lo svolgimento di stage in azienda e l’utilizzo delle lingue straniere, ma che sia anche un reale ponte tra mondo della formazione e lavoro».

I dati dell’indagine AlmaLaurea dimostrano ancora una volta che il lifelong learning. rappresenta un valore aggiunto non solo per i giovani, ma anche per gli adulti. «Non stupisce quindi che tra le motivazioni alla base di quanti scelgono di iscriversi - conclude Dionigi - spicchi in primis quella relativa alla possibilità di accrescere le proprie competenze professionali, ma anche per approfondire i propri interessi culturali e per le prospettive di un diretto inserimento nel mercato del lavoro».


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