Studenti e ricercatori

Udu: restano tutti i problemi di sottofinanziamento

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«Rispetto allo scorso anno la quota ripartita di Ffo registra un lieve aumento dello 0,75%, ma è quasi completamente dovuto all'introduzione del fondo vincolato a coprire i mancati introiti degli Atenei derivanti dalla no-tax area. Se si guarda alle quote comparabili rispetto agli scorsianni il fondo invece diminuisce». Così Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell'Unione degli universitari, commenta la ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario pubblicata ieri.


«La quota vincolata all'introduzione della no-tax area non riesce, da sola, a coprire tutte le criticità di questo riparto del Ffo: infatti la quota base diminuisce di 133 milioni e 544
mila euro (-2,83% rispetto allo scorso anno), mentre la quota premiale continua a salire, con un aumento di 102 milioni e 600mila euro (+7,16% rispetto allo scorso anno). La quota base - spiega l'Udu - arriva ora a rappresentare il 69% della quota ripartita e la quota premiale costituisce ben il 23% del totale. Se prendiamo in considerazione la fetta più grande del Ffo,
ovvero la somma tra quota base, quota premiale e intervento perequativo, la diminuzione delle risorse è di ben 80.944.205 di euro, il che è ancora più grave se si considera il rafforzamento della logica punitiva della cosiddetta “quota premiale”, basata sulla competizione tra atenei attraverso l'utilizzo dei controversi indicatori della Vqr (Valutazione della qualità della ricerca) e incapace di tener conto di una reale logica di fabbisogno».


Secondo la coordinatrice dell'Udu il sistema di distribuzione del Fondo «è ancora lacunoso». «Basti pensare - osserva - che solo oggi le Università sono a conoscenza di quanto spetti loro dei 55 milioni della no-tax area, pur essendo state costrette dalla scorsa legge di bilancio a emanare i nuovi regolamenti sulla contribuzione entro marzo 2017».
Auspicando che il prossimo anno, il riparto della somma dedicata a compensare la no-tax area avvenga con tempi diversi, Marchetti ritiene necessario «fornire agli atenei i fondi e gli
strumenti per poter recuperare il taglio sostanziale dei fondi avvenuto dal 2008 in poi: le università devono tornare ad avere risorse per le proprie strutture, la didattica e il
reclutamento».


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