Studenti e ricercatori

Giovani medici in piazza per i ritardi del concorso di accesso alle specializzazioni

di Rosanna Magnano

Giovani medici in piazza Montecitorio questa mattina (mentre le aspiranti matricole affrontano il test di ingresso al corso di laurea) per manifestare contro i ritardi record del concorso di accesso alle specializzazioni di area medica, che quest'anno si è incagliato nel processo di accreditamento delle scuole (ancora in alto mare) secondo la riforma prevista dal Decreto interministeriale 402/2017 e nella mancata pubblicazione del nuovo regolamento sul concorso, finalizzato a introdurre più sicurezza, trasparenza e uniformità, con una graduatoria unica e una prova unica. Un cocktail di ostacoli che quest'anno alimenta le fiamme della protesta dei giovani camici bianchi.

Le proteste organizzate
I primi a scendere in piazza questa mattina sono i dottori del Segretariato italiano dei giovani medici. Nei prossimi giorni invece, il 28 settembre, hanno programmato una manifestazione a Roma l'Anaao giovani, il principale sindacato dei medici ospedalieri, e Fimmg area Formazione, la sigla più rappresentativa dei dottori di medicina generale. Sul piede di guerra anche l'area giovani del Sindacato dei medici italiani (Smi), che ha scritto una lettera di protesta al ministro dell'Università per chiedere lo sblocco immediato dei bandi e una grande riforma dell'accesso alla professione. Il Miur intanto getta acqua sul fuoco, e fa sapere che la pubblicazione del nuovo regolamento per il concorso in Gazzetta Ufficiale è prevista per domani, 6 settembre, mentre la riunione di oggi dell’Osservatorio nazionale sulla formazione medica specialistica dovrebbe fornire chiarimenti sulla tempistica degli accreditamenti. L’intenzione del ministero sarebbe quindi in ogni caso di indire il bando entro l’autunno, con l'ipotesi sul tavolo di «disgiungerlo dal processo di accreditamento» delle scuole di specializzazione.

Nell'incertezza 15mila aspiranti specializzandi
In attesa di risposte c'è un esercito di circa 15mila concorrenti aspiranti specializzandi, che si contenderanno i circa 6.100 contratti di formazione a finanziamento statale, e i circa 600 (dato relativo al precedente anno accademico) possibili contratti aggiuntivi a finanziamento regionale e privato. Obiettivo delle proteste di oggi, guidate dal Sigm, è di «chiedere l'immediata pubblicazione del bando sul nuovo regolamento di concorso - spiega Andrea Silenzi presidente nazionale dell'associazione - che includa l'attribuzione dei contratti alle scuole già pre-accreditate dall'Osservatorio nazionale, nonché per chiedere maggiori investimenti da parte di Stato e singole Regioni sul capitolo della nella formazione post-lauream di area medica, avendo quale presupposto una adeguata programmazione strutturale dei fabbisogni». E soprattutto denunciare «la mancanza di scadenze certe con riferimento alla data del concorso per l'accesso alle Scuole di specializzazione Anno accadenmico 2016/2017, nonché della presa in servizio dei futuri vincitori di concorso». Criticità che secondo i giovani camici «sono da ricondursi ai ritardi nell'emanazione da parte del ministero della Salute dei decreti di accreditamento delle strutture facenti capo alle nuove proposte di scuole di specializzazione - la cui valutazione tecnica, da parte dell'Osservatorio nazionale sulla Formazione medica specialistica, è terminata a fine luglio - e alla non ancora avvenuta pubblicazione del bando di concorso basato sul nuovo regolamento della prova di accesso su scala nazionale».

Servono 3mila borse in più per coprire i fabbisogni
A puntare il dito contro il sistema formazione scendono in campo anche i giovani ospedalieri (Anaao) e i medici di base (Fimmg) che scaldano i motori per fine settembre. «I concorsi per gli aspiranti specializzandi - ricorda Domenico Montemurro, responsabile nazionale di Anaao Giovani - sono sempre stati in ritardo, ma quest'anno lo sono ancora di più. Come mai era successo prima. Una sommatoria inestricabile di rallentamenti, tra decreto sugli accreditamenti e regolamento sulla graduatoria unica ancora in stand by. Un'impasse che comporterà ricadute sia sul personale medico in servizio negli ospedali sia sui tempi di accesso dei giovani medici al titolo di specializzazione e quindi all'ingresso vero pe proprio nel mondo del lavoro. Quindi l'attuale carenza di specialisti non potrà che aggravarsi, con la certezza di non riuscire a coprire i futuri pensionamenti». Il bando per il concorso alle scuole di specializzazione è infatti sul banco degli imputati non solo per il ritardo sui tempi di emanazione, ma anche per l'insufficienza dei posti a bando. «La sorte sorriderà solo a 6.105 dei 15mila medici freschi di laurea - si legge in una nota congiunta Anaao-Fimmg - che si stima parteciperanno quest'anno al concorso, tanti (pochi) sono i contratti finanziati dalla programmazione targata Governo Gentiloni. Questo vuol dire che più del 60% non potrà accedere ad un percorso specialistico e di conseguenza portare a termine il proprio percorso di studi. Dando poi uno sguardo al concorso di medicina generale sono state finanziate quest'anno dalle Regioni un numero di borse pari solo a 1.100 su tutto il territorio nazionale, rispetto alla necessità di almeno 1.800 unità, per far fronte alla massiccia ondata di pensionamenti che avranno luogo nei prossimi 5 anni».

Le richieste di Anaao e Finmig
Anaao Giovani e Fimmg Formazione avanzano precise richieste in una lettera inviata ieri alla ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli e al Coordinatore della Commissione Salute, Antonio Saitta insieme alla richiesta di un incontro urgente. Prima fra tutte lo stanziamento di ulteriori 1.862 contratti di formazione specialistica (differenza tra contratti Miur e reale fabbisogno regionale per questo anno accademico) e di ulteriori altre 1.000 borse di medicina generale. «Calcolatrice alla mano - spiegano i giovani medici - il costo a carico delle Regioni ammonterebbe per la formazione specialistica a circa 46,5 milioni di euro nel primo anno di stanziamento, mentre il costo del finanziamento di ulteriori 1.000 contratti di Formazione in Medicina generale è pari a circa 11 milioni di euro nel primo anno di stanziamento che servirebbero per iniziare a “tamponare” l'emergenza. Nel confermare ogni anno questo investimento le Regioni spenderebbero (per le Specializzazioni di durata quadriennale) un totale di circa 10 milioni di euro, e per le Borse di Formazione in Medicina Generale un totale di circa 1,65 milioni di euro (avendo il corso durata triennale)».

Da oggi al via i test di ingresso per le lauree a numero chiuso
Intanto le aspiranti matricole di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria affrontano oggi i test di ingresso a livello nazionale. Mercoledì 6 è prevista la prova per Medicina Veterinaria. Mentre è fissata per giovedì 7 quella per i corsi di Architettura. Mercoledì 13 settembre sono previsti i test per le Professioni sanitarie. A seguire, giovedì 14 e venerdì 15, ci saranno le prove, rispettivamente, per i corsi di Medicina e Chirurgia in lingua inglese e di Scienze della Formazione primaria.
Sono 84.678 le candidate e i candidati che hanno ultimato l'iscrizione ai test per l'ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria, Architettura e Veterinaria. Nel dettaglio, in 66.907 hanno presentato domanda per la prova in Medicina e Odontoiatria (erano 62.695 nel 2016), il test è unico. Le aspiranti matricole per la facoltà di Architettura sono 9.340 (10.161 nella selezione dell'anno scorso). Mentre sono 8.431 le iscritte e gli iscritti alla prova di Veterinaria (7.987 nel 2016).
I posti disponibili sono 9.100 per Medicina e Chirurgia, 908 per Odontoiatria. Per Veterinaria sono 655 le immatricolazioni previste e 6.873, invece, quelle per Architettura. Le prove prevedono 60 quesiti a risposta multipla (con 5 opzioni di risposta) a cui le candidate e i candidati dovranno rispondere nei 100 minuti a disposizione. Per i test di Medicina in lingua inglese sono 6.943 le candidate e i candidati iscritti, contro i 4.875 dello scorso anno. I posti disponibili sono 501.


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