Studenti e ricercatori

Professori universitari in sciopero: vogliamo lo sblocco degli scatti

di Cl. T.

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I professori universitari sono ufficialmente in sciopero, e così fino al prossimo 31 ottobre saranno a rischio per migliaia di studenti i primi appelli d’esame della sessione autunnale.

Dopo mesi di solleciti, missive a governo e ministero dell’Istruzione, la protesta di una fetta del mondo accademico è entrata, ieri, nel vivo. La lettera di proclamazione dell’astensione (dagli esami) è stata firmata da 5.444 docenti di 79 atenei ed enti di ricerca, il 10% circa dei 55mila insegnanti oggi presenti nelle università italiane, statali e non. A spingere l’iniziativa è il «Movimento per la dignità della docenza universitaria», che chiede all’esecutivo «più attenzione» (già nell’imminente rinnovo del contratto nazionale) e «risorse adeguate» per consentire al personale in servizio di progredire (attraverso lo sblocco degli scatti di stipendio) e ai giovani di accedere alla carriera universitaria.

Lo sciopero, iniziato ieri dai prof, consiste nel “disertare” il giorno corrispondente al primo appello dei corsi di cui il docente (che aderisce) è titolare, o, se non si è titolari, del primo corso per il quale si è in commissione d’esame. L’Authority, nel dichiarare legittima la protesta, ha però messo dei paletti: la sospensione del primo appello è consentita «laddove siano previsti più appelli nello stesso periodo»; e in ogni caso dovrà essere garantita «l’organizzazione di un appello straordinario». Insomma, non si dovranno penalizzare oltremodo gli studenti, laureandi compresi.

La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, si è più volte dichiarata sensibile al tema: prima della pausa estiva ha incontrato la Crui (la Conferenza dei rettori) e, come dichiarato nell’intervista a questo giornale il 20 agosto, sta lavorando, in vista della legge di Bilancio 2018, per sbloccare (anche in parte) gli scatti stipendiali dei docenti universitari (il nodo, come si sa, sono i costi: lo sblocco potrebbe costare diverse centinaia di milioni di euro).

La protesta “sui generis” degli “accademici” sta, comunque, facendo discutere. Anche il mondo politico. «Lo sciopero di alcuni docenti universitari penalizza ancora gli studenti e conferma una lunga deriva corporativa nel mondo universitario», ha commentato il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi. Di diverso avviso Francesco Verducci (Pd): «Dobbiamo ridare dignità ai professori universitari. Faremo il massimo affinché la prossima manovra sostenga l’intero comparto dell’università e della ricerca».


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