Studenti e ricercatori

Tirocini Erasmus, Italia terza in Ue per numero di studenti all'estero

di Alessia Tripodi

Sono sempre di più gli universitari italiani che vanno all'estero con Erasmus per svolgere un tirocinio formativo in azienda. E, una volta tornati in Italia, dichiarano di avere «più chiari» i propri obiettivi professionali. Lo dicono i dati dell'Agenzia Erasmus+ Indire, secondo i quali nel 2015-2016 dai nostri atenei sono partiti 7.666 studenti, il 20% in più rispetto all'anno precedente: un numero che arriva a quota 7.952 se si considerano le mobilità finanziate nell'intero periodo della Call 2015. E, nel confronto con gli altri paesi «tradizionalmente inclini allo stage», sottolinea Indire, l'Italia guadagna posizioni, piazzandosi terza nella classifica europea dopo Francia e Germania, che hanno finanziato, rispettivamente, 12.737 e 8.090 studenti in mobilità per traineeship.

Mete preferite da stagisti Ue, Italia 5° in classifica
Il nostro Paese mostra performance positive non solo nel numero di studenti in uscita, ma anche per quelli in entrata: nella classifica delle destinazioni preferite dagli stagisti europei - che vede sul podio Spagna, Regno Unito e Francia - l'Italia guadagna infatti la quinta posizione, con 4.840 studenti stranieri ospitati. Un segnale che evidenzia un'accresciuta attrattività dei nostri atenei.

Il tirocinio Erasmus in Italia
Così come nella mobilità ai fini di studio, spiega l'agenzia Erasmus+ Indire, anche per i tirocini Erasmus si è verificato uno spostamento delle partenze nel secondo ciclo di studi: il 67% degli studenti in mobilità, infatti, è iscritto a un corso di laurea magistrale o a ciclo unico, il 26% ad un corso di laurea triennale e il 7% al terzo ciclo, cioè il dottorato. Nel 34,6% dei casi il traineeship è stato svolto perché previsto dal curriculum di studi, mentre il 42,4% degli studenti lo ha scelto anche se non obbligatorio ai fini del titolo di studio. Da sottolineare che le studentesse rappresentano il 63% del totale di tutti i tirocinanti italiani. I giovani Erasmus partiti dagli atenei italiani, spiegano ancora i dati, hanno scelto come destinazione soprattutto la Spagna (1.743), il Regno Unito (1.537), la Germania (789), la Francia (703) e il Belgio (463).
A tenere il primato in Italia è l'Alma Mater di Bologna con 436 tirocinanti Erasmus, seguita dall'università degli Studi di Sassari, con 364, e dalla Sapienza di Roma, con 349 borse erogate.

Il tirocinio aumenta le possibilità di trovare lavoro in Italia
«I tirocini all'estero – ha detto Flaminio Galli, direttore generale dell'Agenzia Nazionale Erasmsus+ Indire – sono un'importante opportunità di confronto per i nostri giovani, che grazie a questa esperienza possono mettersi alla prova, acquisire competenze e incrementare notevolmente le possibilità di trovare un'occupazione una volta rientrati in Italia». «Questo perché - aggiunge - i giovani italiani in tirocinio in aziende europee sono molto apprezzati per la capacità di mettersi in gioco, nel problem solving e nello spirito imprenditoriale. Per molti studenti la mobilità all'estero si è rivelata utile, fornendo un'idea più chiara sui propri obiettivi professionali».

Studenti soddisfatti
L'analisi dei questionari che i partecipanti hanno compilato alla fine della loro esperienza di mobilità, sottolinea Indire, evidenzia come il mettersi alla prova, l'acquisire competenze e l'incrementare le possibilità di lavoro in Italia e all'estero siano tra le principali motivazioni che spingono un giovane a partire in Erasmus per un tirocinio. Guardando al futuro, per molti di loro l'esperienza si è rivelata preziosa, in quanto oltre l'80% degli studenti ha dichiarato di avere «un'idea più chiara» riguardo ai propri obiettivi professionali.


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