Pianeta atenei

Il sorpasso delle matricole «scientifiche»

di Marzio Bartoloni

Dai dati definitivi sulle immatricolazioni dell’anno accademico che si sta concludendo arrivano due buone notizie: le matricole sono cresciute di oltre il 4% (11.550 in più). Non si vedevano così tanti nuovi iscritti all’università (287.889) dal 2010 e così i livelli precrisi (308mila matricole nel 2007) non sono più tanto lontani. E poi diventa più evidente come le preferenze dei ragazzi freschi di diploma si stiano spostando gradualmente verso le lauree scientifiche, da sempre meno gettonate in Italia: le hanno scelte il 36,7% dei neo diplomati (erano il 34,9% nel 2012-2013) a fronte di un calo di quelle sociali scese al 33,9%, dal 35,9% di 4 anni prima (con alcuni distinguo: se aumenta la disaffezione per giurisprudenza, cresce l’appeal per economia e statistica). Insomma il sorpasso delle scientifiche, iniziato nel 2014, si consolida.

L’identikit della matricola universitaria italiana arriva dall’indagine che l’ufficio statistico del Miur sta per pubblicare. E che racconta anche altre evoluzioni in corso nel sistema accademico. Innanzitutto la conferma che se i diplomati del Nord restano di più negli atenei sotto casa, uno studente su quattro del Sud preferisce invece spostarsi scegliendo una sede al Centro o al Settentrione. Dalla ricerca emerge poi che più della metà dei diplomati si iscrive a un corso di laurea subito dopo la maturità (il 55% delle studentesse contro il 44,9% degli studenti) e poi che l’80% degli immatricolati ha frequentato un liceo. In particolare chi proviene dal classico sceglie di più l’area giuridica (18,4%) e letteraria (14,2%); chi ha invece un diploma di liceo scientifico si orienta verso ingegneria o all’area economica, geo-biologica e medica. Infine gli studenti di cittadinanza non italiana raggiungono il 5%, sono raddoppiati in 15 anni: i più numerosi sono rumeni (16%), albanesi (11%) e cinesi (8%).

«L’incremento di matricole va sostenuto per far sì che si concretizzi anche in un aumento di laureati. Per questo vogliamo dare rapida attuazione alla legge di bilancio 2017 che interviene sul fronte del diritto allo studio con la no tax area e l’incremento del Fondo per il diritto allo studio», avverte la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli che per incoraggiare «scelte consapevoli» e «di prospettiva» sottolinea l’importanza di «un buon orientamento». «Bene che ci sia, negli ultimi anni, un primo incremento di immatricolati nelle aree scientifiche - conclude Fedeli - ma dobbiamo fare di più. Soprattutto per incentivare le ragazze ad affrontare questo tipo di percorsi».


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