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Corsi di eccellenza: strada dura ma l’occupazione è garantita

di Serena Riselli

Un percorso di eccellenza e la quasi certezza di trovare lavoro dopo il titolo. Ma anche pochissimi posti a disposizione, ai quali si accede solo tramite prove di merito molto dure. Queste le caratteristiche dei collegi universitari e le scuole di eccellenza, centri legalmente riconosciuti dal Miur, che alla funzione abitativa associano un progetto di formazione umana, accademica e professionale.

Le cifre

Attualmente sono 14 gli enti che gestiscono 56 collegi di merito distribuiti sul tutto il territorio nazionale, con maggior incidenza nelle città di Milano, Torino, Roma, Bologna e Pavia per un totale di 4.350 posti. «I collegi di merito – racconta Fabio Monti, segretario generale Ccum (Conferenza dei collegi universitari di merito) -, oltre agli aspetti di housing universitario, che prevedono camere singole con bagno, colazione, pranzo e cena, aule studio e palestre, offrono una formazione integrativa sia di carattere accademico-culturale, sia e soprattutto legata alle soft skills». Nel salottino di queste residenze si realizzano incontri con personaggi di spicco e valore nel mondo del lavoro, dello sport, dello spettacolo. Si organizzano viaggi studio e attività di volontariato in Italia e all’estero. Si accompagnano gli studenti nel loro percorso universitario attraverso un’attività di tutoring e coaching, nonché con l’orientamento in uscita e il placement. Sotto quest’ultimo punto di vista, «gli ultimi dati a nostra disposizione ci dicono che il 67% degli studenti dei collegi entro 3 mesi dal conseguimento del titolo di laurea trovano un lavoro stabile e congruente con i propri studi. Questo dato sale al 79% dopo 6 mesi», spiega Monti.

«Il numero dei posti annuale - continua il segretario generale - dipende da quanti studenti terminano gli studi, quanti partono in Erasmus e quanti studenti vengono riconfermati per l’anno successivo. In media ogni anno c’è un turnover di circa il 20-22% dei posti disponibili, quindi poco meno di un migliaio».

Criteri e modalità di accesso

Il criterio di scelta è esclusivamente il merito: viene pubblicato un bando che, normalmente, prevede una prova scritta e un colloquio di carattere motivazionale. Anche il voto di diploma è importante: si parte da almeno 80 o 90/100. E per conservare il posto in collegio bisogna mantenere una media di almeno 27/30, con nessun voto inferiore al 24 e rispettare il calendario degli esami.

Il numero di richieste ed il rapporto con le ammissioni varia da città in città: «Le città di maggior richiamo per gli studenti fuori sede possono arrivare anche a un rapporto di 1 a 8, 1 a 10, fino ai centri del Sud Italia dove il rapporto scende a 1 a 3, 1 a 4», conclude Monti.

Ancora più difficile accedere alle scuole di eccellenza. Attualmente quelle riconosciute dal Miur sono 12. I posti a disposizione variano a seconda dell’istituto, ma in media non sono mai più di 50-100. Per accedere sono diverse le prove da superare, sia scritte che orali, e in alcuni casi ci sono addirittura delle preselezioni.

Secondo Cristiana Neri, responsabile della segreteria didattica della Scuola Sant’Anna di Pisa, dove ogni anno arrivano in media 1.000 domande per 50 posti disponibili, afferma: «Chiaramente è importante la preparazione: per la preselezione consigliamo di approfondire le materie dei programmi del 5° anno di scuola superiore ed esercitarsi in qualche quesito di logica. Mentre per le prove scritte si possono utilizzare le tracce dei compiti assegnati negli anni, presenti sulla pagina web del concorso».

Chi supera lo sbarramento, si iscrive all’università statale della città in cui si trova la scuola.

In più acquisisce una serie di diritti: in alcuni casi c’è l’esonero dalle tasse universitarie e poi vitto e alloggio gratis, tutor, summer school e stage all’estero finanziati dall’Istituto.

Per rimanere all’interno del programma, oltre agli obblighi previsti anche per i collegi, bisogna seguire dei corsi obbligatori delle scuole, sostenere dei colloqui di fine anno e presentare un elaborato al termine degli studi per avere il diploma di licenza.


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