Pianeta atenei

A caccia di una borsa di studio per sostenere vitto e alloggio

di Francesco Nariello

Per finanziarsi gli studi ed alleggerire i costi della vita universitaria, gli studenti in possesso di specifici requisiti di reddito e merito hanno la possibilità di candidarsi per una borsa di studio. Il canale principale è quello dei bandi pubblicati, di solito entro luglio, dagli enti regionali per il diritto allo studio o dagli atenei, che offrono - oltre all’esonero totale dal pagamento delle tasse per gli idonei (inclusa imposta regionale) - somme di denaro per i vincitori, anche a copertura delle spese di mantenimento, come vitto e alloggio per i fuori sede. Per confermare le agevolazioni, tuttavia, è necessario mantenere un determinato rendimento in termini di crediti annui.

I requisiti

I requisiti reddituali e patrimoniali per l’accesso alle borse - con soglie massime, per l’anno accademico 2017-2018, a quota 23mila euro di Isee e 50mila euro di Ispe - hanno subito diverse modifiche negli scorsi anni, che hanno inciso sulla platea degli aventi diritto al sostegno. Gli ultimi riscontri a disposizione, relativi al 2015-2016, hanno registrato una forte riduzione degli idonei, in seguito all’entrata in vigore delle nuove norme per il calcolo dell’Isee, che avevano fatto innalzare l’indicatore per una quota rilevante di studenti universitari, generando un forte effetto tagliola: secondo i dati Miur elaborati dall’Osservatorio regionale per il diritto allo studio del Piemonte, gli idonei a ottenere le borse sono stati circa 147mila a livello nazionale (il 9,2% degli iscritti), più di 35mila (circa il 20%) in meno rispetto all’annualità precedente.

Lo scorso anno lo scenario è di nuovo cambiato, con un decreto (di marzo) che ha alzato, per l’anno accademico 2016/2017, le soglie massime di Isee ed Ispe - entro le quali è possibile richiedere le borse di studio - rispettivamente a 23mila e a 50mila euro (in precedenza erano 21mila e 35mila): una mossa che, si stima, avrebbe consentito di recuperare in tutto o quasi il crollo degli idonei di un anno prima. Questi stessi limiti resteranno validi per le borse 2017-2018.

Le Regioni, tuttavia, hanno la possibilità di modificare (verso il basso) le soglie massime. Sempre in base ai dati dell’Osservatorio del Piemonte, per l’anno accademico 2016-17 (l’ultimo disponibile), sul fronte Isee ed Ispe rispettivamente tredici e quindici Regioni si sono attenute ai parametri massimi fissati a livello nazionale (23mila e 50mila euro), mentre quelli minimi li ha fissati il Molise - con 15.749 euro per l’indicatore di reddito e 27.560 euro per quello patrimoniale - seguito dalla Campania (15.900 e 27.700).

Da notare, in ogni caso, che non tutti gli idonei - per i quali scatta comunque l’esonero totale dalle tasse - riescono poi a ottenere la borsa di studio, a causa della cronica insufficienza di risorse a disposizione (soprattutto al Sud).

A parte il caso dello scorso anno, quando la riduzione degli aventi diritto ha spinto la quota di borsisti a superare il 93% degli idonei, la media dei cinque anni precedenti è stata del 75%, con le Regioni meridionali a trainare verso il basso la percentuale di vincitori.

Gli importi

Gli importi minimi delle borse di studio sono fissati con decreto del Miur. Per l’anno accademico 2017-2018 non c’è stato alcun aggiornamento (considerando la deflazione che ha caratterizzato il 2016) e resteranno validi quelli precedenti: 5.118,36 euro per i fuori sede; 2.821,67 euro per i pendolari e 1.929,22 euro per i residenti. Anche in questo caso, tuttavia, criteri specifici nei bandi possono essere definiti a livello regionale e modulati in base ai fondi. L’altro elemento fondamentale da sapere è che, per mantenere i benefici della borsa per vincitori e idonei, è necessario rispettare specifici requisiti di merito. Se per le matricole che si iscrivono al primo anno, infatti, le graduatorie tengono conto provvisoriamente solo della situazione economica, per continuare a ricevere le rate di sussidio (ma anche per non dover restituire, in alcuni casi, quanto percepito con la prima rata), così come per confermare l’esonero dalle tasse, bisogna invece ottenere il numero di crediti stabiliti nei bandi regionali entro il 10 agosto dell’anno accademico in corso, rispettando il rendimento previsto per ciascuna annualità.

Altre opportunità, infine, sebbene con una copertura residuale rispetto al numero degli iscritti, sono rappresentate dalle borse messe a disposizione dai singoli atenei a sostegno degli studenti più meritevoli e privi di mezzi, o quelle promosse da enti esterni, dalle fondazioni alle imprese. Per trovare questo tipo di bandi è opportuno visitare i siti web delle diverse università nelle sezioni dedicate alle borse di studio.


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