Studenti e ricercatori

I dottorandi scrivono all’Inps: basta ritardi sulla Dis-coll ai precari della ricerca

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Da dottorandi e assegnisti arriva un appello per assicurare da subito l’indennità di disoccupazione Dis-coll ai precari della ricerca. Indennità che doveva scattare già dal 1 luglio scorso come previsto dalla legge sul lavoro autonomo (81/2017) . L’Inps non ha ancora emanato la circolare attuativa, mentre la circolare Inps 89/2017, basata sulla normativa precedente, reca ancora dottorandi e assegnisti tra i soggetti esclusi. Da qui la lettera inviata nei giorni scorsi al presidente dell’Inps Tito Boeri per aggiornare le regole.

Nei prossimi giorni - fa sapere l’Adi - è probabile che molti colleghi presentino domanda per ottenere l’indennità, «domanda che rischia di essere respinta, in spregio alla legge, a causa di una circolare datata e riferita ad una normativa non più in essere». «È evidente, dunque - aggiunge l’associazione dei dottori e dottorandi - che l’emenazione di una circolare attuativa della legge 81/2017 da parte dell’Inps non è più rinviabile». Nella lettera aperta al presidente dell’Inps i precari della ricerca chiedono di « provvedere quanto prima all'emanazione di una circolare che metta in grado dottorandi e assegnisti di ottenere quanto è nel loro diritto, come finalmente sancito dalla legge». Ieri, attraverso il suo profilo twitter e con l'hashtag #ricercaèlavoro, l’Adi ha continuato a chiedere a gran voce una risposta a Boeri. Hanno partecipato al “tweet storming” decine di dottorandi borsisti e assegnisti di ricerca.


© RIPRODUZIONE RISERVATA